Cronaca

Le mappe di Trieste, l'Istria e la Dalmazia al tempo degli Asburgo

Mapire.eu è un sito che offre la possibilità agli appassionati di storia di rivivere il passato ottocentesco dei territori a noi vicini, grazie alla digitalizzazione della cartografia ufficiale del tempo. L'Istria, il Carso, l'Adriatico orientale nelle mappe dell'epoca

La mappa di Trieste

Bruce Chatwin viaggiava e scriveva. Il suo mappamondo era puntellato di città visitate e aneddoti, racconti e narrazioni, ricerche e ritratti letterari. Annoverato indiscutibilmente tra gli scrittori/viaggiatori che hanno ispirato intere generazioni di sognatori, Chatwin usava mappe del tempo, puntuali riproduzioni del territorio e delle storie che all’interno di esso sono conservate. Viaggiare infatti necessita di indicazioni, di mappe, di toponimi e di tracce. Così arriva utilissimo il sito Mapire.eu che permette di tornare indietro al tempo dell’Impero asburgico e di viaggiare con la fantasia e la precisione cartografica a quando, da Trieste fino a Ragusa, ci si poteva muovere senza confini né barriere.

Il progetto ideato e composto da tante realtà

Il sito è stato creato in collaborazione con l’Arcanum Adatbàzis Kft, un’azienda ungherese con sede a Budapest che si occupa prevalentemente di informazione digitale e l’Archivio di Stato austriaco, l’Archivio di Stato magiaro, l’Ufficio di Governo di Budapest, gli archivi di Stato croati, gli Archivi di guerra ungheresi, l’Archivio della capitale dell’Ungheria, il Dipartimento di Geofisica and Scienza dello Spazio dell’Università Lorànd Eötvös e Gàbor Timàr come consulente scientifico. Il progetto, già online sul sito, offre agli appassionati una possibilità incredibile di immergersi nella memoria dei territori, tra i sentieri del tempo e i cambiamenti che esso stesso ha subito. Probabilmente una delle iniziative che più strizzano l’occhiolino alla necessità, oggi quantomai rara, di reintrodurre la lungimiranza. 

Il racconto del passato dei territori a noi vicini

Raccontare le aree a noi care attraverso gli strumenti dei “professionisti” del passato, cartografi e avventurieri, in uno spazio espressivo senza eguali. Nei secoli infatti l’uomo si è sempre affidato alle mappe, per curiosità, ma soprattutto per bisogno, ciò che forse più di ogni altro manca oggidì. I territori vicini a noi sono inseriti all’interno di diverse categorie: le mappe dell’Impero asburgico durante il XIX secolo offrono la possibilità di guardare alla regione del Litorale adriatico (l’invenzione del nome della Venezia Giulia emergerà appena nell’Ottocento inoltrato con Graziadio Isaia Ascoli ndr), della città di Trieste e del suo retroterra carsico, dell’Istria e della Dalmazia.

Capodistria-4

Leggere il passato per capire il presente

Un viaggio che merita fare, perché la contemporaneità dei nostri territori si può capire solo attraverso lo studio del passato. Pensare di narrarlo e di poterne discutere senza conoscere ciò che fu, diventa allora operazione quantomeno discutibile. Per questo, e per quella meravigliosa sensazione fanciullesca che si ha nel volare con la fantasia, Mapire rappresenta un lavoro unico.

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