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Trieste non e' piu' la Citta' dei Suicidi: Dimezzati in 20 anni

Trieste non e' piu' la ''citta' dei suicidi'', che nel capoluogo giuliano si sono piu'0 che dimezzati negli ultimi 20 anni, passando dai 25,49 per ogni 100 mila abitanti dei primi anni '90 al 13,08 degli ultimi sette. Ancora piu' marcato il calo...

Trieste non e' piu' la ''citta' dei suicidi'', che nel capoluogo giuliano si sono piu'0 che dimezzati negli ultimi 20 anni, passando dai 25,49 per ogni 100 mila abitanti dei primi anni '90 al 13,08 degli ultimi sette. Ancora piu' marcato il calo riscontrato nel primi otto mesi del 2011 (9,1 ogni 100 mila residente) assieme alla drastica riduzione del fenomeno delle ''morti solitarie'' degli anziani.

E' il confortante risultato ottenuto anche grazie al servizio di ''Amalia-Telefono Speciale'', promosso nel 1997 dal Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda sanitaria triestina in collaborazione con Televita, e illustrato in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio.

Per il direttore del Dsm, Peppe Dell'Acqua, c'e' ''un insieme di fenomeni, tensioni, struggimenti che non a caso ha storicamente colpito questa nostra area piu' di altre.
Vent'anni fa Trieste era la citta' d'Italia con due tra i piu' tristi primati: il numero dei suicidi, giunto fino al triplo della media nazionale, e quello delle morti solitarie degli anziani 'scomparsi', ignorati, abbandonati e sconosciuti da tutti''.
Un triste destino che veniva dai tempi dell'Austria, quando Trieste era definita per ''una spina nel cuore dell'Imperatore'', segno di un male oscuro che qui colpiva gia' nei secoli scorsi.
Alla fine del 1996, nel momento della nascita di ''Amalia'', 50.000 triestini avevano piu' di 65 anni e oltre la meta' di essi vivevano in completa solitudine.
''L'assenza di una 'cultura del dire' - ha spiegato Dell'Acqua - dell'esprimere, del saper chiedere e ricevere aiuto, conduce alla rinuncia, la rinuncia a vivere meglio e spesso a vivere soltanto.
Il fattore speranza e' assente.
Eppure proprio a Trieste, partendo da una situazione apparentemente insuperabile, l'impegno forte di alcuni attori ha consentito di costruire quei 'percorsi di speranza' di cui oggi con soddisfazione stiamo iniziando a raccogliere i frutti''.
Il progetto Amalia e' strutturato in due linee verdi telefoniche attive 24 ore su 24, una dedicata alle persone anziane sole, che va anche a 'cercare' gli anziani a rischio per inserirli in programmi di sostegno, e la linea ''passiva'' dedicata alla ''rinuncia alla vita'' e al suicidio, che accoglie richieste di aiuto, di sostegno, collegato a un Centro di ascolto per sostegno psicologico o psichiatrico.
Al Telefono Speciale sono giunte quasi 15.000 telefonate, piu' della meta' di persone con eta' media di 50 anni, il 60% donne. Sono quasi 24.000 le prestazioni svolte da ''Amalia'' in questo campo. Attualmente sono in carico circa 1.200 utenti, non piu' soli.

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