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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Trieste oltre Trieste: lo Sviluppo di Trieste Passa per...

Per attivare un circolo virtuoso che faccia emergere nella realtà triestina quelle potenzialità che, seppure allo stato latente, già esistono in materia di innovazione, internazionalizzazione e formazione di capitale umano intellettuale...

Per attivare un circolo virtuoso che faccia emergere nella realtà triestina quelle potenzialità che, seppure allo stato latente, già esistono in materia di innovazione, internazionalizzazione e formazione di capitale umano intellettuale, Confindustria Trieste indica nel suo studio (realizzato dalla Fondazione Nord Est con il contributo di Unicredit) l'applicazione di un metodo preciso che parta dalla condivisione di un progetto di cambiamento, frutto di un'idea motrice che deve riguardare aspetti di interesse generale (come la qualità del vivere, del lavorare e del produrre in città) e dall'esistenza di un soggetto promotore capace di portare avanti l'idea, sollecitando investimenti e alleanze.
Sono necessarie, inoltre, una o più reti di imprese che sappiano trasformare l'idea motrice in un modello di business e un insieme di condizioni di contesto che facilitino l'emergere di altre proposte, facilitando i contatti e le relazioni a livello locale, nazionale e trans-nazionale.
Quali potrebbero essere i progetti in grado di far ripartire industria, servizi, turismo e portualità e, al tempo stesso, di rendere Trieste unica e riconoscibile?
E come avviarli in un contesto chiamato ancora a sciogliere i nodi che frenano lo sviluppo (limitata possibilità di insediamento industriale causa problema bonifiche, riconversione dell'area della Ferriera, infrastrutture inadeguate)?
Secondo Confindustria Trieste - che ha illustrato in occasione dell'evento pubblico "Trieste Oltre Trieste", svoltosi al MIB, alcuni ambiti d'azione precisi intesi come esempi dimostrativi aperti a nuove riflessioni e proposte - è necessario iniziare da alcuni problemi cui la città intera è sensibile e in cui esistono i presupposti per un cambiamento, se condivisi naturalmente sia dagli attori istituzionali e sociali che dalle imprese e dalle loro reti (come i Distretti del caffè, di biomedicina e di cantieristica e nautica).

UN NUOVO MODO DI FARE INDUSTRIA E SERVIZI
Per quanto riguarda il settore industriale e dei servizi alle imprese, invitato a puntare sull'esportazione e sull'innovazione, accogliendo e trattenendo talenti sul territorio, la Fondazione Nord Est ha individuato tre progetti nei settori della sostenibilità, del caffè e della qualità della vita per la popolazione anziana che, visto la loro complessità, non possono essere portati avanti dalla sola componente pubblica, né da iniziative private che siano centrate solo su interessi di business delle singole imprese. E ci vuole una classe dirigente che sappia scegliere la rotta verso cui andare nell'interesse della città.
A Trieste vogliamo aprire - ha affermato il Presidente di Confindustria Trieste Sergio Razeto - un cantiere dell'innovazione, in cui ciascuno degli attori coinvolti continui a seguire la sua logica, ma tenga conto che l'edificio da costruire richiede l'apporto anche di tutti gli altri, per andare oltre il piano terra. Siamo consapevoli - ha detto Razeto - che serve una spinta iniziale, una volontà e una progettazione condivisa che aiuti le imprese, le istituzioni e gli altri attori dello sviluppo a investire nel nuovo e a discostarsi dall'esistente. Oggi non è nemmeno ipotizzabile non intraprendere la strada del cambiamento - ha concluso il presidente degli Industriali - perché altri territori si candidano ad assumere, con meno costi e rapidamente, il ruolo fin qui assunto da Trieste e dal Nord Est, la vicina Slovenia in primis.
Si tratta di pensare a una "Trieste Oltre Trieste" che sappia andare oltre i suoi limiti, che sappia abbandonare - anche perché destinate a esaurirsi - le sicurezze del passato, per definire una nuova "Trieste città dell'intelligenza" che ricostruisca il suo futuro tornando a scommetter sulla propria unicità e peculiarità da mettere al servizio prima di sé stessa e poi di un territorio più vasto.
Progetto sostenibilità applicato all'abitare
Il progetto si focalizza sulla sostenibilità, con particolare riferimento al sistema casa e ai settori connessi all'abitare, nonché alla proposta di soluzioni tecnologicamente innovative che possono essere demandate al lavoro progettuale delle Istituzioni di ricerca e formazione presenti sul territorio. Il Comune di Trieste potrebbe essere il soggetto promotore del progetto e attorno all'idea nascerebbero decine di reti di imprese, ciascuna delle quali potrebbe declinare il concetto generale in una variante particolare.
Progetto caffè per reinventare un business tradizionale
Il progetto dovrebbe definire un percorso di evoluzione del distretto triestino con particolare attenzione ai nuovi modi di produzione, trasporto e fruizione del caffè, lavorando anche su cambiamenti importanti dal lato della tecnologia e del significato simbolico del consumo.
L'idea è legare la fruizione del caffè alla qualità della vita, cercando sinergie con imprese che operano in settori contigui, come la fornitura di caffè per macchine, le confezioni, gli ambienti (arredamento), ecc. Promotore naturale del progetto sarebbe Trieste Coffee Cluster, che potrebbe favorire la partecipazione delle imprese leader, delle reti collegate e di possibili partner.
Progetto qualità della vita in età matura
Si tratta di un progetto per gli anziani, di tipo innovativo, per far evolvere la domanda generale di servizi commerciali, residenziali, di manutenzione, intrattenimento, cura. L'obiettivo verso cui tendere è l'uso della tecnologia e di nuove modalità creative per aumentare la qualità dei servizi e ridurre i costi. Soggetto promotore dovrebbe essere un'Autorità pubblica, nuovamente il Comune di Trieste, che rappresenta istituzionalmente la popolazione della città.
Le reti di imprese potrebbero sviluppare campi di attività molto innovativi, come la creazione di un circuito commerciale di acquisti e consegne online; lo sviluppo di forme di terapia e di intrattenimento a distanza, appoggiato a sistemi a rete che implicano competenza nelle ICT.

UN NUOVO MODO DI FARE TURISMO
Risulta quanto mai urgente un intervento di rilancio dell'economia turistica, recuperando il tempo e la competitività che si sono persi negli anni. Bisogna dare un'immagine peculiare a Trieste e al suo territorio come offerta turistica bene definita, riconoscibile e distinta rispetto ai competitor.
Tre gli scenari proposti dalla Fondazione Nord Est e condivisi da Confindustria Trieste, il passaggio a un'offerta di turismo motivazionale, il cui valore aggiunto è dato dalle esperienze che la proposta turistica può offrire attraverso il posizionamento di Trieste come destinazione "Multiprodotto esperienziale", e la focalizzazione su altri due target importanti: "Meeting e congressi" e "Short Break Culturale".

UN NUOVO MODO DI FARE PORTUALITA'
Oltre a perseguire la realizzazione dei grandi progetti (piattaforma logistica e superporto di Trieste e Monfalcone, in primis), la Fondazione Nord Est indica nello sviluppo integrato e coordinato dei porti dell'Alto Adriatico l'unica risposta ad una competizione globale particolarmente agguerrita. I porti di Ravenna, Venezia, Trieste in Italia insieme a Capodistria e Fiume devono diventare, tutti insieme, la porta di accesso privilegiata ai mercati d'Europa.
E questa visione necessita una revisione importante della legislazione portuale italiana utile a migliorare la gestione dei porti, dei servizi e dei soggetti in essi operanti.

La Fondazione Nord Est evidenzia altre opportunità per lo sviluppo dei traffici, in particolare puntando sulla logica feeder, sulle rinfuse solide e liquide, e sui prodotti energetici. Inoltre, auspica la crescita del traffico crocieristico, per il quale appaiono aprirsi buone prospettive per lo scalo triestino, anche con il potenziamento del Terminal Passeggeri alla Stazione Marittima; la realizzazione di un moderno terminal general cargo; l'ampliamento del Molo VII dedicato ai contenitori; la costruzione del nuovo Molo VIII che amplierà l'offerta complessiva nel settore dei contenitori e la realizzazione di un nuovo terminal Ro/Ro.

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