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Cronaca

Un terzo dei manifestanti arriva da fuori, Trieste è ormai la piazza italiana dei no Green Pass

Terzo giorno di protesta davanti al varco 4 dello scalo giuliano. Dopo il caos dei comunicati del Clpt e le dimissioni di Stefano Puzzer, la testa della protesta è passata al Coordinamento dei No Green Pass. Sullo sfondo vocali inquietanti e scenari molto poco chiari

Viene da fuori città un terzo delle migliaia di manifestanti che per il terzo giorno consecutivo hanno occupato l'area davanti al varco 4 del porto di Trieste. Il capoluogo del Friuli Venezia Giulia è diventato la piazza del popolo anti Green Pass guidata da Stefano Puzzer ma la sua leadership non sembra essere più in mano ai suoi portuali. La testa - anche se le diverse anime sostengono che non ci siano differenze - sembra tornata ad essere prerogativa del Coordinamento triestino che riunisce le realtà contrarie alla certificazione verde. "Proseguiremo ad oltranza" ha detto una portavoce del gruppo che guida la protesta. 

Migliaia di persone anche oggi

Anche oggi migliaia le persone che hanno "visitato" l'area tra il parcheggio sotto il il cavalcavia autostradale e le porte dello scalo giuliano. Vanno e vengono, striscioni alla mano, con gli occhi felici per esser parte di un movimento che ha individuato nel porto di Trieste, anche e soprattutto a causa di Puzzer e compagni, il luogo dove riunirsi. Continuare a protestare pacificamente fino a quando il governo non ritirerà il Green Pass, questo l'obiettivo dell'onda. Ieri sera il comunicato in cui il Clpt annunciava la fine del presidio e alzava l'asticella chiedendo di portare la protesta a Roma il 30 ottobre prossimo, aveva creato un certo scompiglio. 

Mobilitazione dal Veneto, autobus da Aosta

Il Corriere della Sera e Open avevano raccontato di pressioni anti Green Pass su Puzzer, costretto a piegarsi all'ala oltranzista. Questo, secondo i media nazionali, spiegherebbe il dietrofront del Clpt e, in ultima analisi, le dimissioni del gruista triestino dal sindacato autonomo. Al di là delle diverse interpretazioni - né completamente corrette, né totalmente errate - l'unica certezza è che i manifestanti non hanno nessuna intenzione di mollare il presidio. Lo sciopero dovrebbe andare avanti fino al 20 ma su quella scadenza non sono in tanti gli addetti ai lavori che sarebbero pronti a scommetterci qualcosa. Tra vocali di Whatsapp virali e richieste di autorizzazioni per un corteo, uno degli interrogativi che rimangono riguarda proprio il futuro del porto. Alle 16:30 di oggi il Comitato per l'ordine e la sicurezza di Trieste si è riunito in prefettura. Dal Veneto, invece, sarebbe partita una mobilitazione in favore della protesta. Domani è lunedì 18 ottobre. 

"Rischia di diventare piazza Tahir dei no Green Pass"

La matassa appare sempre più ingarbugliata. "L'area si sta trasformando nella piazza Tahir dei no Green Pass, dei no vax e di chi più ne ha più ne metta. Qui non si capisce più nulla". C'è chi megafono alla mano si entusiasma, chi veste magliette che ricordano il dramma della Shoah, chi invece spinge i bambini ad offrire ai poliziotti dei pensieri positivi. "Giù le mani dai bambini" gridano nei cortei e nelle proteste, eppure i genitori portano i loro figli anche in questa piazza. Il bar di passeggio Sant'Andrea continua ad essere il riferimento di molti. Qualche camper è posteggiato ormai da giorni. "E' stato creato un supermercato là dietro" dice Puzzer e ricorda che "se qualcuno dovesse venire allora sedetevi in pace". C'è paura di uno sgombero, della differenza tra quella sovranità che "appartiene al popolo" e quello Stato che "dispone della forza". Domani è lunedì 18 ottobre. Quarto giorno. [continua] 

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