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Venerdì, 1 Luglio 2022
Buoni risultati per il porto e la città

Porto di Trieste sempre più in alto: è ancora primo scalo ferroviario d'Italia

+15% di traffico nel 2021. Con Monfalcone superati i 10mila treni. D’Agostino: “Siamo un modello per il cargo ferroviario, nel 2021 superate le soglie obiettivo dell’UE. Oltre il 50% dei container e il 41 % dei semirimorchi in arrivo/partenza al porto viaggiano già via ferro”

Il porto di Trieste si conferma primo scalo ferroviario d’Italia con 9.304 treni manovrati nel 2021 (+15,13%). Inoltre nel 2021 c'è stato un forte recupero sul primo anno della pandemia: + 2,23% i volumi totali, con più di 55 milioni di tonnellate movimentate.Lo scalo giuliano è anche tra i leader in tema di sostenibilità su scala continentale: già oggi oltre il 50% dei container e il 41 % dei semirimorchi prendono le vie dell’Europa Centro-Orientale attraverso i servizi intermodali che quotidianamente partono e arrivano da/a Trieste. 

Una performance in totale controtendenza rispetto alla media italiana e di altri paesi europei, se si pensa che l’UE stabilisce di raggiungere per il traffico cargo ferroviario la soglia del 30% entro il 2030, e del 50% entro il 2050. Si dimostra forte, quindi, l'operatività dello scalo, nonostante gli ostacoli, tra cui la pandemia e le manifestazioni no green pass davanti al varco IV che hanno limitato l’attività del porto nel mese di ottobre. 

I settori merceologici

Prendendo in esame i settori merceologici, spicca il dato relativo al general cargo (Ro-Ro e container), in crescita del +8,19% con 17.363.451 tonnellate. Nel 2021, il comparto Ro-Ro ha confermato un andamento di crescita sostenuta (+25,57%), con 305.804 unità transitate, che indica il record storico assoluto: l’Autostrada del Mare con la Turchia ha raggiunto 763 toccate (+34%), rispetto alle 569 dell’anno precedente.

Per quanto attiene il settore container, il 2021 sconta una flessione del -2,42% pari a 757.243 TEU movimentati. Calo che, come anticipato, risale a molteplici fattori: pandemia, blocco di Suez, aumento dei noli, difficoltà nel reperimento di TEU vuoti e, ad ottobre, le manifestazioni. Concause che hanno inevitabilmente portato a ripercussioni negative sul traffico containerizzato. Nel merito, il decremento complessivo dipende in particolare dal terminal contenitori TMT (-5 %) con oltre 652.00 TEU movimentati; al contrario, il traffico container presente sulla linea dei ferry Ro-Ro da/per la Turchia ha registrato una variazione positiva del +25,76% con 104.769 TEU.

Da notare, inoltre, che la nuova piattaforma logistica gestita da HHLA PLT, ha accolto alla fine del 2021 la sua prima nave portacontenitori, inaugurando così il servizio “TMX3” di CMA CGM che collega la Turchia e gli scali del Mar Adriatico con frequenza settimanale.

“Ringrazio i tantissimi lavoratori di Trieste e Monfalcone che hanno permesso di ottenere questi risultati in un anno particolarmente difficile – afferma il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino. “I dati ci restituiscono la fotografia di un sistema portuale dinamico, in continua trasformazione, sempre meno dipendente dalle rinfuse liquide e sempre più green. Siamo sul binario giusto soprattutto se guardiamo ai numeri del traffico ferroviario che assumono particolare rilevanza e appaiono pienamente coerenti con le linee guida in termini di sostenibilità adottate dall’UE”.

Porto di Monfalcone

In piena ripresa anche il porto di Monfalcone, che lo scorso anno ha registrato una movimentazione complessiva pari a 3.279.833 tonnellate (+11,39%). Nello specifico, il settore rinfuse solide con una movimentazione pari a 2.452.482 tonnellate, ha segnato una crescita del +20,91%. Continua il buon andamento delle sottocategorie “prodotti metallurgici” (+23,18%) e “minerali” con un +25,29% rispetto al 2020. Flessione per il settore general cargo (-9,71%), mentre forte sprint dei contenitori (+115,13%) con 1.493 TEU movimentati, ma si tratta chiaramente di valori in assoluto ancora poco rilevanti. Resta ancora con il segno meno, invece, il comparto dei veicoli commerciali (-17,94%) con 70.764 unità di autoveicoli nuovi transitate. L’andamento negativo è causato dalla crisi per la mancanza di semiconduttori che ha condizionato la produzione ed allungato i tempi di consegna delle vetture e che continuerà a provocare una contrazione della produzione mondiale.

Come per lo scalo giuliano, anche per le banchine monfalconesi l’impulso dato al traffico ferroviario manifesta risultati davvero importanti: nel 2021 lo scalo isontino ha movimentato in totale 1.317 treni, mettendo a segno un incremento del +19,84% rispetto all’anno precedente. Sommando i dati ferroviari dei due porti del sistema si arriva al dato considerevole di 10.621 treni,con Monfalcone che pesa per il 12,4% complessivo del Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale. “Si tratta di un dato unico in Italia ed in Europa – conclude D’Agostino – che giustifica e sostiene l’importante politica di investimento ferroviario che l’Autorità di Sistema Portuale, RFI, la Regione FVG e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili stanno concretamente sviluppando in quest’area anche grazie ai finanziamenti del PNRR e del Fondo Complementare”.

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