Trieste, scoperta evasione per 600.000 euro: affittava camere, ma risultava nullatenente

11.33 - La donna è stata scoperta dalla Guardia di Finanza: mai avuta una contabilità né una dichiarazioni dei redditi

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Trieste, nel corso delle attività volte al contrasto del fenomeno dell’evasione fiscale, hanno individuato una cittadina triestina di anni 55 che svolgeva l’attività di affittacamere nonostante fosse completamente sconosciuta al fisco. Grazie all’utilizzo di Internet, le Fiamme Gialle hanno scoperto che la donna, una cilena residente da anni in Italia, concedeva in locazione immobili, attraverso la pubblicizzazione sui maggiori siti specializzati del settore, principalmente a studenti e a soggetti trasferitisi in città per ragioni di lavoro.

La triestina, formalmente, non risultava intestataria di alcun immobile. I successivi accertamenti hanno permesso invece di stabilire che la donna era in possesso di due immobili – entrambi a Trieste ed aventi un valore complessivo di oltre 200.000 euro – formalmente intestati ad uno dei figli, mantenendone, tuttavia, la gestione e percependone i relativi affitti.

Nel corso della verifica, avviata immediatamente sulla base degli elementi raccolti, si è constatato che la signora svolgeva l'attività in maniera professionale, offrendo ai clienti anche servizi aggiuntivi quali la connessione ad internet, il collegamento a un apparecchio televisivo e la pulizia dei locali. Insomma servizi resi in perfetto stile imprenditoriale.

Rilevata l’assenza dell’impianto contabile e delle dichiarazioni dei redditi, si è scelto di utilizzare lo strumento delle indagini finanziarie, ovvero di seguire i flussi di denaro attraverso i conti bancari, interessando tutti gli istituti di credito a livello nazionale. Ed è così che sono stati scoperti numerosi conti correnti bancari e postali intestati direttamente alla donna, ovvero intestati a diversi familiari ma su cui la verificata era comunque delegata ad operare, in cui confluivano numerosissime somme di denaro, per lo più versate in contanti, proprio al fine di rendere più difficile ogni ricostruzione.

Le investigazioni hanno invero consentito di chiarire che si trattava di cospicui compensi relativi all’attività commerciale svolta. Dopo aver saputo che era in corso un’attività ispettiva, la donna ha cercato di regolarizzare la propria posizione fiscale facendo sottoscrivere agli inquilini dei contratti di locazione, ma ormai era troppo tardi. Infatti, a seguito dell’analisi delle risultanze fornite dagli istituti di credito, sono stati rilevati quasi 600.000 € illecitamente sottratti al fisco, a decorrere dall’anno 2008 in poi.

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