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Trieste sempre più anziana, a Trieste oltre 57 mila over 65

31.159 sono over 75

Nel rinnovato auditorium dell'ITIS di via Pascoli si è svolto il convegno “Verso un nuovo sistema di welfare per la terza età nel terzo millennio” organizzato dal Comune di Trieste in collaborazione con l'ITIS, l'Associazione Terzo Millennio e l'Azienda per l'assistenza sanitaria n.1 triestina, al quale hanno partecipato vari rappresentanti del privato sociale, dell'Università, della ricerca scientifica e tecnologica, della cooperazione e dell'imprenditoria, oltre che esponenti sindacali e numerosi operatori dei servizi sociali pubblici cittadini e della provincia.

Sono stati approfonditi alcuni temi di valenza strategica, esplorando nuovi scenari di sviluppo dell'azione pubblica e di integrazione e connessione tra pubblico e privato, le soluzioni tecnologiche innovative per la terza età (domotica, telemedicina, telecontatto ecc.), e la necessità di promuovere stili di vita che favoriscano l’invecchiamento attivo e il benessere dell’anziano.

La Presidente dell'ITIS Erica Mastrociani ha sottolineato l'importanza di svolgere questa giornata di studio stando vicino ai diretti interessati, ossia gli anziani che vivono all'interno dell'ITIS: qui le persone “vivono”, appunto, e non “riposano” - ha evidenziato Mastrociani - per significare l'attenzione speciale che viene riservata agli ospiti con una costante attività di stimolazione delle loro capacità e potenzialità psico-fisiche.

Si è quindi parlato del rilevante investimento del Comune nelle politiche sociali nell'anno 2015 e l'importanza strategica delle cinque dimensioni a cui dovrebbe guardare il welfare del futuro: Partecipazione, Territorio, Integrazione, Sperimentazione, Diversificazione. L’effetto combinato dell’aumento della popolazione anziana e delle restrizioni di bilancio imposte dalle politiche di contenimento della spesa impongono comunque alle amministrazioni pubbliche di definire nuovi percorsi nell’assolvimento delle proprie funzioni e una sostanziale rielaborazione del concetto di welfare e del ruolo dell'ente pubblico quale connettore della rete. Il Direttore dell'Area Servizi e Politiche Sociali Mauro Silla ha richiamato infatti l'attenzione sulle caratteristiche demografiche della città , dove gli over65 sono 57.897, pari al 28% della popolazione residente di cui ben 31.159 sono over 75 e 13.754 vivono da soli, e ha interrogato la platea sulla complessa questione delle strategie da adottare per aumentare l'offerta dei servizi e migliorarne l'efficacia senza aumentare in modo esponenziale la spesa pubblica. Evidenziato anche l'impegno della Giunta comunale per la copertura e l'incremento degli organici afferenti all'area sociale, sia con riferimento alle figure professionali specifiche che al personale amministrativo.

Interessanti spunti sono emersi in particolare dall'intervento del prof. Francesco Longo, Direttore del Centro Ricerche sulla Gestione dell'Assistenza sociale e Sanitaria dell'Università Bocconi di Milano, che ha invitato a riflettere su come oggi i servizi pubblici riescano a raggiungere solo una quota del target potenziale dei cittadini a meno di non incidere, necessariamente, sull'aumento costante dei finanziamenti pubblici. Il Welfare pubblico attuale risulta preminentemente riparatorio per la fascia di utenza più fragile, non universalistico come succede in sanità o nel settore educativo. Da qui le proposte di estendere il sistema di welfare a tutta la popolazione, sviluppando una reale logica universalistica e al contempo redistributiva, attivando servizi in grado di sostenersi economicamente da soli in aree di bisogni tradizionalmente scoperte: silver age, solitudine, supporto alle separazioni, conciliazione vita-lavoro, monitoraggio fragilità.         

In tale prospettiva non sono necessari grandi investimenti finanziari, ma è sufficiente la valorizzazione del capitale sociale unitamente a un'applicazione delle tecnologie informatiche e la sperimentazione anche in tale ambito delle forti potenzialità offerte dalla rete e dai social. L'organizzazione di un sistema siffatto richiede uno sforzo iniziale che trova però ampio ritorno nel miglioramento della qualità dei servizi e nella possibilità di reperire nuove risorse nonché di ampliare anche in termini quantitativi i servizi.

Nel corso della mattinata sono state presentate le progettualità innovative del Comune nei servizi per gli anziani che vanno in questa direzione, tra cui in particolare la proposta di costituzione di un albo di accreditamento del terzo settore che fornisce assistenza alla persona, oltre al progetto di sviluppo della domiciliarietà innovativa secondo le linee guida regionali, che sarà promosso anche in partenariato con soggetti del terzo settore. Un modello di welfare innovativo ampiamente sperimentato ormai da anni sul territorio triestino, richiamato più volte nei lavori, di cui va valorizzata l'esperienza maturata e messa a sistema, è poi il programma Habitat-microaree, che propone dei servizi di sostegno domiciliare diversi da quelli tradizionali e punta ad una valorizzazione del capitale sociale dei rioni attraverso un forte lavoro di sviluppo di comunità.

Il welfare come volano per l'economia del territorio è invece il messaggio lanciato dall'ing. Diego Bravar, Presidente Tbs Group e vicepresidente Confindustria FvG, che si è soffermato in particolare sulle possibilità di incrementare lo sviluppo industriale ed occupazionale nell’Alta Tecnologia attraverso le Imprese della Rete BioHighTech Net con il Progetto S3 Smart Health, che intende favorire le interconnessioni tra i gradini della «conoscenza» . Trieste presenta una concentrazione di enti di ricerca e di ricercatori non presente in alcun altro territorio - ha evidenziato Bravar - e questa vocazione alla ricerca deve poter essere messa a frutto, in termini di trasferimento tecnologico, per sviluppare un ecosistema imprenditoriale regionale di innovazione anche nel settore degli anziani.

Nel pomeriggio sono stati illustrati i contenuti e le finalità delle recente legge regionale per lo sviluppo della cultura dell’invecchiamento attivo e del benessere dell’anziano. Sono stati poi presentati dall'Azienda per l'Assistenza Sanitaria n. 1 “Triestina” i risultati di interessanti ricerche svolte nel campo della qualità della vita delle persone anziane con il progetto Passi d'Argento e i risultati di un'indagine sull'alimentazione delle persone anziane ospiti delle case di riposo.

E' stato infine evidenziato come la politica del welfare debba uscire dalla ordinaria logica prestazionale, ripensando un'architettura istituzionale orientata verso nuove forme di gestione dei servizi.

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