Cronaca

Trieste Servizi, Bertoli a Cason: "Finiamola qua, siamo stufi"

Il consigliere della Lega ha criticato apertamente l'idea della costituzione della nuova società in house del Comune di Trieste Servizi che oggi è approdata in aula nella III Commissione. "Se ci credevate così tanto allora, perché l’avete ritirata?". Cason: "E' mancata la volontà politica"

Trieste Servizi e la petizione popolare capace di raccogliere 750 firme tra i lavoratori di cooperative in appalto dal Comune, tornano sulla scena della politica triestina. Dopo la proposta, le discussioni, gli stop e il ritiro dell'idea di costituire una nuova società in house gestita completamente dall'amministrazione comunale, questa mattina la III Commissione consiliare avrebbe dovuto discutere la petizione, ma l'attenzione è stata rivolta al progetto del duo dipiazzista Cason-Panteca. 

Dopo le audizioni dei sindacati - le cui perplessità sono emerse in maniera chiara - è toccato alla politica dire la sua e i commenti non sono stati tutti favorevoli. Il leghista Everest Bertoli è stato il più critico nei confronti della creatura dei due consiglieri di centrodestra. “Se ci credevate così tanto allora, perché l’avete ritirata? Oggi torniamo dopo molti mesi a chiedere di passare nuovamente a questa srl di cui nessuno sente la necessità". 

Le critiche della Lega

Bertoli ha rincarato la dose, in alcuni casi strizzando l'occhiolino alla Cgil, il sindacato più critico nei confronti della nuova società in house che ha apprezzato, nelle parole di Serena Miniussi, "il fatto che il consigliere Cason non abbia niente a che fare con la petizione popolare". Bertoli dal canto suo ha continuato rimarcando che "non c’è necessità di creare una nuova società di questo tipo, visto che abbiamo già Esatto. Devo dire che ad oggi questo progetto è diventato veramente un mistero".

"Dobbiamo stare qui da mesi a chiederci il motivo per cui è stata ritirata la proposta. Allora lo dico proprio a Cason: prendete carta e penna, modificate quello che volete, depositatela nuovamente per discuterne in Consiglio così l’esamineremo ufficialmente di nuovo. Però se non ci credete, allora finiamola qui, ché siamo stufi”.

La risposta di Cason

Cason ha ribadito come il ritiro sia stato frutto della mancata volontà politica. Non è un mistero, negli ambienti di palazzo, che l'idea all'epoca non fosse piaciuta a molti politici, sindaco compreso e che sia finita all'interno di una "bufera" su più livelli di discussione che avevano prodotto alcune conseguenze politiche non da poco, come le dimissioni del presidente del Consiglio, Marco Gabrielli, ufficialmente uscito di scena per motivi personali. "Non ci è stato permesso portarla avanti - ha continuato Cason - e ora, dopo mesi di studio, stiamo valutando una possibile soluzione”.

L'opposizione

La questione sembra essere puramente politica, anche se certamente la sorte di 750 lavoratori aggrappati a possibili rinnovi degli appalti, diventano un fattore sociale che tutta la politica sa di non poter sottovalutare. Sabrina Morena di Open FVG ha criticato il progetto. “Mi chiedo se è veramente possibile fare una petizione su una proposta di delibera ritirata. Sembra che non ci sia condivisione nella maggioranza, per questo sarebbe bello capire cosa ne pensa la Giunta stessa, perché non vorrei che dietro ci fosse una strumentalizzazione di un problema reale come quello del precariato”.

Laura Famulari del Partito Democratico ha definito “paradossale l’assenza degli assessori competenti, perché il confronto in questo caso è diventato veramente sterile”. La riunione si è conclusa con il rinvio a settembre per discutere nuovamente della petizione dei 750 lavoratori e della Trieste Servizi. Il "caso" Trieste Servizi va avanti. 

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