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La rabbia del sindacato su TriesteServizi: "Pensino a stabilizzare i precari"

L'Unione Sindacale di Base del Pubblico Impiego critica sul progetto dei consiglieri della Lista Dipiazza Cason e Panteca che in questi giorni sta facendo discutere la maggioranza. "Se attuata, questa operazione rappresenterebbe la dismissione dell’ente pubblico"

Il progetto per la costituzione di una nuova società di servizi per il Comune di Trieste, firmato dai consiglieri della Lista Dipiazza Roberto Cason e Franesco Panteca sembra non accontentare nessuno. Dopo la contrarietà espressa da molti consiglieri della maggioranza e da diversi assessori della giunta guidata da Roberto Dipiazza, questa mattina anche l'Unione Sindacale di Base del Pubblico Impiego comunale ha espresso la sua posizione.  

"USB - si legge nella nota - esprime netta contrarietà alla proposta di delibera consiliare recentemente presentata dalla lista civica del Sindaco Dipiazza, proposta relativa alla costituzione della società in house “TriesteServizi”, nella quale dovrebbero confluire un’ampia gamma di servizi gestiti dal Comune di Trieste e quasi la metà dei dipendenti comunali. Servizi educativi e scolastici, case di riposo, musei e biblioteche, tanto per fare solo alcuni esempi: i promotori dell’iniziativa mirano in alto, dedicando particolare attenzione al comparto educativo e scolastico, con il dichiarato intento di ridurre le spese per il personale".

"I lavoratori precarizzati"

"Se attuata, questa operazione rappresenterebbe la dismissione dell’ente pubblico, con ingente trasferimento di risorse collettive a favore di una società di diritto privato e gestita da un CdA e con il rischio che in futuro pezzi della società potrebbero essere ceduti direttamente ai privati. Una bella fregatura per lavoratrici e lavoratori, che si ritroverebbero precarizzati e meno tutelati, e per la cittadinanza, che dovrebbe fare i conti con una flessione della qualità dei servizi. USB ribadisce che unicamente la gestione diretta di servizi e lavoratori è in grado di garantire controllo e qualità dei servizi nonché condizioni contrattuali e lavorative dignitose per i dipendenti.

Il progetto

"Si pensi ad assumere"

"Ciò che serve non è l’esternalizzazione di fatto di servizi e lavoratori comunali, si pensi invece ad assumere direttamente, in primis ampliando il piano di stabilizzazione dei precari. Occorre inoltre avviare un piano di recupero diretto di servizi e lavoratori ceduti a terzi, interrompendo l’enorme flusso di soldi dei cittadini che finiscono nelle tasche dei privati tramite il sistema degli appalti. Prendiamo atto con favore che le prime reazioni a questa proposta sono state accompagnate da numerose prese di distanza, anche da parte di formazioni politiche facenti parte la maggioranza attualmente al governo della città, nonché da esponenti della stessa Giunta. USB si impegna a monitorare l’iter di questo progetto e a mobilitarsi assieme alle lavoratrici, ai lavoratori ed ai cittadini per impedirne la realizzazione". 

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