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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Smascherato centro massaggi a luci rosse in viale D’Annunzio, la Polizia: “Vittime invisibili costrette alla prostituzione”

Indagata la titolare 47enne. Le ragazze venivano ricattate e costrette a turni massacranti, con una retribuzione irrisoria. Un fenomeno che non viene quasi mai denunciato ed è emerso solo dopo approfondite indagini della Procura

Una casa d'appuntamenti mascherata da centro massaggi a Trieste: è quanto rilevato dall’indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, e diretta da Antonio De Nicolo, a carico di una struttura gestita da cittadini cinesi, dove delle donne venivano sfruttate e costrette alla prostituzione in condizioni quasi disumane.

Lo scorso mese di luglio, l’attività investigativa aveva consentito di verificare come in un altro centro massaggi cinese venissero offerti ai clienti pratiche sessuali consistenti prevalentemente nella masturbazione. Nell’occasione era stata trovata nella disponibilità della titolare la somma di 40mila Euro in contanti e il centro massaggi è stato sequestrato.

Le indagini sono così proseguite ponendo sotto la lente di ingrandimento un ulteriore Centro Massaggi Cinese sito in Viale D’Annunzio: le investigazioni, svoltesi con numerosi servizi di osservazione tra cui l’installazione di telecamere all’interno del centro, hanno consentito di accertare come ai clienti, una volta fatti accomodare sull’apposito lettino, veniva praticata, previo pagamento del corrispettivo variabile tra i 50 ed i 70 euro, nella quasi totalità dei casi la masturbazione ed in alcune occasioni anche pratiche sadomaso.  

Anche in questo caso la massaggiatrice è stata costretta, facendo leva sulle sue necessità economiche, a turnazioni di “lavoro” che sono andate ben oltre gli ordinari orari lavorativi permanendo all’interno del Centro per dodici ore consecutive e sette giorni su sette a fronte di una retribuzione di 200€ mensili. 

Anche la frugale  consumazione dei pasti doveva essere consumata in loco in quanto qualora fosse arrivato un cliente questi doveva essere immediatamente accolto ed assecondato nelle prestazioni richieste.

Sulla scorta degli elementi acquisiti, il P.M. titolare dell’indagine ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di agevolazione/sfruttamento della prostituzione, la cittadina cinese C.S., classe ’74, titolare del Centro Massaggi, emettendo a suo carico, nonché nei confronti della connazionale impiegata nel menzionato Centro, ma residente nella città di Gorizia, un decreto di perquisizione personale e locale che è stato eseguito nella giornata di ieri presso il centro massaggi riferibile a C.S., nonché nelle abitazioni delle donne.

All’esito dell’attività delegata, eseguita dagli investigatori della Squadra Mobile di Trieste, coadiuvati da personale della Squadra Mobile di Gorizia, è stato sottoposto a sequestro il Centro Massaggi oggetto di monitoraggio .

Le investigazioni, dirette dal P.M. Federico Frezza ed esperite dalla sezione della Polizia “Criminalità diffusa, extracomunitaria e prostituzione” della Squadra Mobile di Trieste, hanno agito a contrasto dell’induzione alla prostituzione di donne cinesi da parte di connazionali, fenomeno che non appare alla superficie, in quanto pressoché mai si registrano episodi di violenza brutale ed eclatante, né vi è mai alcuna ribellione da parte della donne sfruttate. 

La Polizia parla di “vittime silenziose e pressoché invisibili; ovvero, da soggetti fragili, in quanto del tutto incapaci (per paura, per scarsa conoscenza anzitutto delle lingua, poi delle istituzioni, per timore di ritorsioni verso i parenti) di far valere i propri diritti fondamentali; sicché, per far emergere tutto ciò è assolutamente indispensabile avviare le indagini di iniziativa; cosa che la Procura della Repubblica e la Squadra Mobile stanno facendo”.

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