Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Trieste Tropics a Villa Ara con lo chef Raffaele Visciano

Con la presenza dello chef Visciano al Trieste Tropics di "Sunshine" Pecile a Villa Ara il basket e la buona cucina vanno a braccetto

Già l'alta cucina è garanzia di successo, quando poi a questa si affianca un evento sportivo come il Trieste Tropics il connubio è perfetto.

Riprendiamo dal sito della TriesteTropics.netÈ un personaggio particolare e al tempo stesso affascinante da intervistare, quel Raffaele Visciano che abbiamo avuto il piacere di incrociare negli scorsi giorni. Soprattutto perché, in un periodo storico dove successi televisivi quali “Masterchef” o “Hell’s Kitchen” hanno avvicinato il grande pubblico a piatti di qualità, avere a disposizione uno chef di primissimo ordine non è roba di tutti i giorni. E specie se tale chef – ormai diventato una delle colonne portanti delle “guest star” estive di Andrea Pecile – ha avuto modo di affiancarsi a mostri sacri quali Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse. «Il mio percorso culinario mi ha portato, subito dopo la scuola alberghiera, in grandi cucine di Cortina e Porto Cervo, ma anche all’estero a Barcellona e Parigi. A Trieste ho intrapreso già diversi progetti nel corso degli ultimi anni, l’incontro con il “Pec” è arrivato ai tempi dell’apertura di una gastronomia in questa città: ci siamo trovati subito d’accordo nell’unire l’idea che la cultura del mangiare bene possa essere insegnata anche a un camp estivo».

Chef Visciano non è nuovo all’ambiente sportivo “giocato” (“Mi sono dilettato tempo fa con la pallavolo”, spiega), conoscendo dunque alla perfezione quale tipo di alimentazione sia più appropriato. Anche per i bambini. «La collaborazione con il Trieste Tropics nasce proprio da un concetto semplice: spiegare a tutti i bimbi presenti l’importanza di un tipo di cibo sano, ovverosia quello che vado a proporre durante le pause-pranzo del camp. Ritengo a mio avviso sia giusto sottolineare come proporre dei piatti a un gruppo di piccolissimi atleti, che possano piacere ai palati adolescenziali, diventi di per sé già alta cucina. E dico questo perché, proprio in ambito giovanile, si tende a far mangiare male i nostri bambini: penso alle mense scolastiche, quanto di più negativo possa esistere. Questo tipo di cultura manca in queste latitudini, in altri paesi come ad esempio la Francia questo non succede, ma basta già spostarsi al sud per vedere molto spesso una mamma preparare il cibo da portare a scuola».

Dopo aver partecipato alla “Prova del Cuoco” di Rai Uno, non c’è solo il Trieste Tropics nel mirino di chef Raffaele, presente infatti nel casting di un programma televisivo in onda nel prossimo mese di novembre. È una trasmissione dedicata a cuochi professionisti, dove quindi è possibile mettere in atto tutta l’esperienza accumulata negli anni. Sarà estremamente interessante e divertente».

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