Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Dirigente del Demanio indagato per truffa allo Stato e appalti pilotati per 700mila euro

Un'operazione delle Fiamme gialle di Gorizia ha smantellato una rete di appalti pilotati e turbative d'asta. Un ex dirigente dell'Agenzia del Demanio del Friuli Venezia Giulia indagato anche per tangenti

Corruzione, turbativa d'asta e truffa aggravata a danno dello Stato sono i reati accertati dalla Guardia di Finanza di Gorizia al termine di una nuova indagine, coordinata dal Procuratore Aggiunto di Udine, Raffaele Tito, nei confronti di un ex dirigente dell'Agenzia del Demanio e di sei imprenditori, quattro italiani e due romeni per numerosi appalti pilotati in Friuli Venezia Giulia.

Il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Gorizia, in seguito all'operazione "Bunker" che si era occupata di altri appalti pilotati per l'aquisizione di strutture post-belliche al confine con la Ex Jugoslavia, con relative truffe aggravate e turbativa d'asta, ha avviato nuove indagini nei confronti di un ex dirigente dell'Agenzia del Demanio del Friuli Venezia Giulia e sei imprenditori, di cui quattro italiani e due fratelli romeni.

Le indagini hanno smantellato una rete che operava nel settore delle aste e gare d'appalto, soprattutto per la vendita di materiale metallico da parte degli imprenditori indagati, con il bene placito dell'ex dirigente regionale dell'Agenzia del Demanio.

Le aste irregolari intercettate vanno dalla vendita a prezzi "agevolati" di tonnellate di materiale metallico, allo smantellamento del "Magazzino 74" all'interno del Molo VII del Porto di Trieste, all'acquisto dell'ex Osservatorio Geofisico di Trieste e numerose altre gare alle quali gli imprenditori "favoriti" partecipavano vincendo appalti pilotati ad arte.

In tutto nove le gare d'appalto soggette a turbativa d'asta, per più di 700 mila euro, tangenti che l'ex direttore del Demanio Fvg ha ammesso di aver intascato per una cifra che si aggira intorno ai 50 mila euro e cinque affidamenti indebiti per più di 130 mila euro.

L'ex dirigente del Demanio e i sei imprenditori dovranno ora rispondere di accuse che vanno dalla corruzione, truffa aggravata a danno dello Stato e turbativa d'asta.

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