L'Austria non riapre i confini con l'Italia: dal Fvg partono le cartoline per Kurz

Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia invia al cancelliere austriaco una cartolina invitandolo in Fvg, ed esorta gli operatori del turismo a fare altrettanto. Una provocazione per sensibilizzare sulla profonda crisi del settore turistico e il danno che una chiusura prolungata della frontiera produrrebbe

L'Austria non vuole aprire i confini all'Italia il 3 giugno perché la considera ancora focolaio, e dalla Camera di Commercio della Venezia Giulia parte una protesta ironica e "simpatica". La provocazione, sostenuta anche dai rappresentanti regionali di tutti i settori collegati al turismo, consiste nel mandare una cartolina al cancelliere Sebastian Kurz, invitandolo a visitare il Friuli Venezia Giulia "per verificare gli efficienti protocolli di sicurezza". “Un gesto amichevole e simpatico per sensibilizzare l'Austria sulla crisi del settore turistico in tempi di pandemia” ha dichiarato il presidente della Cciaa Vg Antonio Paoletti dopo aver spedito la prima missiva, ed esortando gli operatori del turismo a fare altrettanto.

I problemi del comparto turistico sono stati esposti i una conferenza stampa questa mattina, alla presenza di Paoletti e di Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi Fvg, Salvatore Sapienza, coordinatore regionale del Sindacato Italiano Balneari, Bruno Vesnaver, presidente di Fipe Fvg, Roberto Frandolic, presidente dell'Unione Regionale economica slovena del Fvg, e Roberto Cividin, presidente della federazione italiana associazioni imprese Viaggi e Turismo Fvg.

L'importanza del turismo austriaco

La regione, è stato detto, ha sostenuto spese importanti per mettere in sicurezza bar, ristoranti e stabilimenti balneari, e nel settore turistico la mancata affluenza di turisti austriaci (soprattutto per Grado e Lignano) porterebbe a una perdita anche del 40%, poiché molte persone in Austria considerano il Friuli Venezia Giulia come una seconda casa. "Si ipotizza una perdita di milioni e milioni di euro -, ha dichiarato Paoletti - e decine di migliaia di posti di lavoro".

La crisi del settore alberghiero

Grave la situazione del settore alberghiero illustrata da Lanci: “La stima della perdita rispetto all'anno scorso è per noi dell'80%. Circa 15mila lavoratori stagionali in Fvg non lavoreranno più, e altri 10mila sono a rischio. Abbiamo perso completamente i mesi di aprile e maggio, in giugno abbiamo al momento un'occupazione che oscilla tra il 5 e il 10%. Azzerato anche Luglio e in settembre – ottobre permangono ancora alcune prenotazioni, ma il futuro è molto incerto. Un'idea di normalità la intravediamo appena ne marzo – aprile dell'anno prossimo”.

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