Tutti negativi: la vittoria delle case di riposo "Renè"

La battaglia contro il Coronavirus, per ora, è stata vinta da Andreja, la responsabile delle residenze polifuzionali "Renè" e "Renè" 2. Due settimane fa è arrivato l'esito dei tamponi: nessun positivo. Ora si va avanti a piccoli passi, ma non si abbassa la guardia

Foto Pixabay

Tutti negativi gli esiti dei tamponi effettuati sugli ospiti e sui dipendenti delle residenze polifunzionali Renè e Renè2. La bella notizia è arrivata due settimane fa. "Eravamo tutti molto contenti e, soprattutto, è stato bello sentire la gioia ed il sollievo dei parenti" ci ha raccontato Andreja, responsabile delle due piccole strutture in centro città (17 e 18 posti letto ndr). "E' vero - spiega la responsabile -, le case di riposo sono diventate molto spesso un focolaio di diffusione del Covid-19, ma non è sempre così. Nel nostro caso, come in molti altri, siamo riusciti a proteggere il personale e i nostri ospiti da qualsiasi infezione, come è stato certificato dai tamponi eseguiti dall’Azienda sanitaria locale. Per noi è stata una piccola ma importante vittoria, ottenuta grazie a scelte difficili e anche dolorose".

La struttura infatti, ha deciso di mettersi in azione fin da subito, dimostrando grande prontezza e responsabilità: "Alle prime avvisaglie del Covid-19 abbiamo immediatamente chiuso le strutture a qualsiasi visitatore esterno, pur comprendendo che sarebbe venuto a mancare un contatto diretto con i familiari. Abbiamo poi evitato di assumere nuovo personale e di accettare nuovi ospiti, in quanto avevamo deliberatamente richiesto esclusivamente ospiti con comprovata negatività al Coronavirus: una volta entrato un infetto, l'effetto domino è inevitabile. Pertanto abbiamo subito anche un evidente danno economico, ma nonostante ciò, abbiamo preferito pensare prima di tutto all'incolumità delle persone".

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Gli ostacoli non sono mancati, ma Andreja è riuscita a superarli con grande determinazione: "Oggi sì, ci vengono forniti dispositivi di protezione, ma ricordo che all'inizio eravamo soli e le mascherine, per esempio, erano introvabili. Mi sono dovuta arrangiare e, fortunatamente, sono riuscita a reperirle in Croazia e Slovenia, garantendo a tutti la protezione necessaria". E' stata certamente una dura battaglia, ma è stata vinta. Ora si procede a piccoli passi: "Non abbassiamo la guardia, ma siamo contenti per il risultato ottenuto".

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