Case di riposo a Trieste: il "caso" finisce sulla Tv nazionale

In un approfondito servizio di Andrea Luchetta su Tv7 si parla del "buco nero" delle Rsa, l cui interno si sono registrati almeno 400 casi di positività al Covid 19. Contagiati anche molti operatori sanitari. Un approfondimento sui sospetti ritardi nella gestione dell'emergenza

Foto: Aiello

Il “caso” delle residenze per anziani di Trieste arriva all'attenzione della stampa nazionale e viene approfondito in un servizio di Andrea Luchetta su Tv7 della Rai. Numerose le persone intervistate per approfondire il caso anomalo di Trieste, con contagi e decessi sensibilmente più alti nel contesto di una regione tra quelle meno a rischio nel Nord Italia. Una città in cui circa 400 ospiti delle case di riposo sono risultate positive al Covid 19. Intervenuto anche l'assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi che, interpellato sul presunto ritardo nella gestione dell'emergenza nelle residenze per anziani (solo il 15% degli ospiti sarebbe stato sottoposto a tampone a inizio aprile) ha risposto che“La linea che hanno definito i dipartimenti di prevenzione ha rispettato le circolari del ministero della Sanità”.

Fabio Bonetta, direttore generale dell'Itis, ha dichiarato ai microfoni di Tv7 che: “Dall'inizio dell'anno abbiamo avuto 60morti, il differenziale con la media degli anni precedenti è di 35 – 40 persone. Undici di queste certificate Covid con un tampone. Le altre persone non hanno mai avuto una diagnosi covid positiva”.

La testimonianza di un operatore

Come dichiarato nel servizio i sindacati hanno denunciato una formazione tardiva del personale, e non solo nelle case piccole. Viene quindi intervistato un testimone anonimo: “Lavoro in una struttura molto grande, sono stato contagiato dal Covid. Verso fine febbraio abbiamo constatato influenze anomale, chiedevamo dpi di sicurezza e ci hanno detto di no perché avremmo solo fatto preoccupare gli anziani”

Almeno per tre settimane da quando è stato scoperto il paziente zero a Codogno – continua il testimone - abbiamo operato senza una formazione specifica. In più abbiamo consigliato, visto che nella nostra struttura potevamo farlo, di isolare le persone, quello ci è stato non dico negato ma è passato in secondo piano”.

Il caso de "La Primula"

Si passa poi a descrivere il caso delle strutture all'interno dei condomini, come il caso de La Primula, nei confronti della quale la magistratura indaga per omicidio colposo. Uno degli inquilini dello stabile dove si trova la casa di riposo, dichiara che “Sette condomini su 15 sono positivi al Covid. Io, mia moglie e figlia di 13 anni siamo ancora positivi al terzo tampone. Mia figlia ha degli attacchi d'ansia”. “Era una catastrofe annunciata – spiega ancora -, il 16 di gennaio ho trovato un signore anziano con pantaloni e mutande calate che orinava nell'ascensore. In marzo ho mandato una mail all'assessore Riccardi spiegando che le opzioni erano due: o noi contagiavamo loro o loro avrebbero contagiato noi”. Gli inquilini del condominio, hanno dichiarato di aver saputo da internet che c'erano dei contagi nel loro palazzo. Uno di loro, con importanti patologie pregresse, è deceduto.

Riccardi ha dichiarato di aver ricevuto la mail citata e di averla girata alla direzione sanitaria, la quale avrebbe fatto dei sopralluoghi. “Andrò a fondo a quelli che sono i rapporti della sorveglianza, che spetta all'azienda sanitaria”. Ha dichiarato L'assessore alla salute.

La "Nave ospedale"

Si è poi parlato della nave ospedale, che ha causato malumori nel mondo della politica e non solo, e che ha trovato sfavorevole anche il presidente dell'Associazione nazionale dei medici di geriatria. “Se i tecnici mi dicono che questa è l'unica soluzione io credo che la politica non debba esprimere due giudizi ma affidarsi ai professionisti” ha commentato il vicegovernatore, dichiarando poi che “Il traghetto arriverà nei primi giorni della settimana. Non è una scelta che ho fatto io. La scelta non mi convince ma è l'unica possibile nel rispetto della competenza dei professionisti, che davanti a queste cose poi rispondono. Non seguire il loro parere andrebbe contro il mio ruolo”.

Come riportato dal servizio, il costo della nave ammonterebbe a 700mila euro al mese per il noleggio, forniti dalla protezione civile, e altre 500mila al mese dalla Regione per le spese sanitarie. Senza contare che la nave è ancora ormeggiata a Napoli a più di due mesi dal primo decesso in città.

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Viene poi intervistato il presidente di Federalberghi Guerrino Lanci, che a nome della categoria albergatori ha spiegato che “Noi abbiamo fornito un preventivo di 40 euro a camera al giorno, per 180 ospiti. Un totale di 216 mila euro al mese. L'incontro con la Regione è avvenuto lunedì 20 aprile e ci è stata data una settimana di tempo perché il lunedì successivo dovevano già essere disponibili i posti letto. Non era possibile in un arco di tempo così breve, sarebbe stato possibile in un mese. Ci era stato detto che la nave era pronta ad arrivare quindi era urgente trovare la soluzione definitiva per collocare i malati”.

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