Cronaca

Ufficio immigrazione a San Sabba: «Dignità per i migranti, ma anche per gli operatori di Polizia»

Il Silp Cgil sull'idea del questore La Vigna: «La salute, la dignità e la sicurezza delle operatrici e operatori di Polizia, come quella dei Cittadini che tuteliamo (stranieri compresi), rappresentano una priorità che non è assolutamente negoziabile»

«Apprendiamo dalla stampa che il nostro datore di lavoro (Questore), al termine di un incontro istituzionale avuto con la presidente del Friuli Venezia Giulia, avrebbe comunicato la decisone di voler “trasferire l'Ufficio Immigrazione dalla Questura al Commissariato di San Sabba”, sito nell'omonimo rione. Un trasferimento che consentirebbe di "restituire dignità alle persone in attesa, che oggi per necessità sono spesso costrette ad attendere all'esterno della Questura, mentre a San Sabba potrebbero essere accolti in maniera migliore", specificando che "si tratta di persone che vengono nei nostri uffici per regolarizzare la propria posizione al fine di inserirsi nella società e quindi è giusto trattarli in modo dignitoso". Sulla necessità che le persone che accedono alla Questura, ed in particolare le persone straniere in attesa di sbrigare le pratiche di immigrazione, siano trattate in modo dignitoso, crediamo non ci debbano essere dubbi di sorta. Analogamente però - dichiara la Silp Cgil -, ci chiediamo se anche le donne e gli uomini della Polizia di Trieste siano trattati con pari dignità e attenzione». 

«Chissà se simile sensibilità è stata dimostrata anche nei confronti di chi, proprio a San Sabba, da 10 anni presta servizio in condizioni vergognose - sottolinea il sindacato di Polizia - all’interno di un container che ci si ostina ancora a chiamare Corpo di Guardia, o se dignitosi si possano definire gli spogliatoi (con indecenti bagni inclusi) della Questura, dove i colleghi si devono cambiare d’abito sperando di non dover ingaggiare una lotta con qualche ratto o pidocchio? O se altrettanto dignitoso è dover lavorare in ambienti inquinati da amianto, oppure a rischio di crollo (magari privi e/o dotati di fantasiosi certificati di collaudo che non hanno però saputo prevenire i crolli già avvenuti), o con sedie e poltrone rotte (anche quelle nuove, e non per l’incuria dei colleghi), o ancora, riguardo la Questura o la nuova Caserma di San Sabba, prive di regolari accessi per persone con disabilità? E forse questa la dignità tanto invocata dal Questore?». 

«Chissà se qualcuno ha pensato a come farà a far accedere così tante persone all’interno di una Caserma, facendole magari prima stazionare all’esterno dell’ingresso (carraio) senza alcun riparo per le intemperie (cosa che almeno oggi in Questura è garantito) - si chiede retoricamente la Silp Cgil -, e chissà poi se qualche solerte sigla sindacale, prima di dimostrarsi d’accordo con certe determinazioni, non ha pensato che invertendo i fattori (di rischio) il risultato non cambierebbe, anzi?!». 

«Per noi, la salute, la dignità e la sicurezza delle operatrici e operatori di Polizia, come quella dei cittadini che tuteliamo (stranieri compresi), rappresentano una priorità che non è assolutamente negoziabile!», conclude la sigla sindacale. 

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