Cronaca

Ugl Polizia: «basta Mortificazioni da Parte dei Politici»

Un comunicato, quasi uno sfogo, del Segretario Generale Regionale Fvg Ugl Polizia, Raffaele Padrone L'Ugl Polizia rivendica il diritto di sciopero, un diritto violentato, un diritto costituzionalmente garantito per gli altri lavoratori ma non...

Un comunicato, quasi uno sfogo, del Segretario Generale Regionale Fvg Ugl Polizia, Raffaele Padrone

L'Ugl Polizia rivendica il diritto di sciopero, un diritto violentato, un diritto costituzionalmente garantito per gli altri lavoratori ma non per le forze dell'ordine. A rivendicare tale diritto è ancora una volta il Segretario Generale Regionale del Friuli Venezia Giulia dell' Ugl Polizia di Stato Raffaele Padrone. Il sindacalista pordenonese che già molti anni fa si era espresso su questa tematica, oggi ritorna all'attacco, a seguito dell'ennesima beffa messa in atto da questo governo nei confronti dei lavoratori delle forze dell'ordine - come lamenta Padrone -.

Per il sindacalista della Polizia di Stato la legge di stabilità appena emanata dal governo, e che ora va all'esame del parlamento, rappresenta una proditoria mortificazione per gli operatori della sicurezza che, ancora una volta, si sentono abbandonati, se non vilipesi, dalla classe politica. I parlamentari che discuteranno la legge di stabilità - afferma l'Ugl Polizia - devono sapere che anche tra i poliziotti di una piccola provincia del nord est c'è rabbia e delusione, perché, a fronte dei sempre maggiori sforzi e pressanti impegni richiesti, il perpetuarsi del blocco degli stipendi, che ormai va avanti da troppi anni mentre aumentano prezzi, tasse e tariffe, sta impoverendo i poliziotti e le loro famiglie.

A Pordenone infatti il numero dei poliziotti, per mancanza del tour-over, continua a diminuire, mentre le condizioni di piazza, dettate dai numerosi scioperi e manifestazioni di protesta, richiedono sempre più servizi di Ordine Pubblico.

Non si capisce - continua la nota - perché per le donne e gli uomini in divisa non si siano fatti valere i principi che hanno prevalso ad esempio per i magistrati riguardo i blocchi economici.

Al di là dei tecnicismi burocratici, serve un segnale politico che ci dimostri quanto il lavoro dei poliziotti sia importante; non ci accontentiamo più delle belle parole e delle pacche sulle spalle di circostanza, ma chiediamo che, così come per i magistrati, anche per le forze di polizia, che non sono meno essenziali alla democrazia del Paese, non vengano prorogati i blocchi economici.

L'UglPolizia - conclude Padrone - auspica che, in fase di conversione, il parlamento determini una netta inversione di tendenza che tenga conto della specificità del comparto e dei sacrifici che quotidianamente i poliziotti fanno per garantire la sicurezza dei cittadini, altrimenti sarà la paralisi.

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