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Cronaca

Ugl su art.18: " Lavorare pochi e tutti senza diritti ?"

9.30 - Non è credibile che aumentando la libertà di licenziare, aumenti anche l'offerta di posti di lavoro. L'equazione non sta in piedi.

Proclami ben conosciuti nel mondo sindacale, del tipo: “Lavorare tutti, lavorare meno”, non devono distogliere l’attenzione sul reale pericolo di trasformarsi in: ”Lavorare pochi, ma tutti senza diritti”!
Non è accettabile che abusando di un concetto di uguaglianza (di trattamento per tutti i lavoratori), si azzerino i diritti e le garanzie di chi ha lottato per anni per ottenere uno strumento di giustizia sociale, grazie al quale, con la costanza e la sicurezza del posto di lavoro, l’Italia ha potuto raggiungere e mantenere una posizione di rilievo tra i Paesi più industrializzati del mondo (G 7).
Non è logico azzerare le tutele e portare tutti i lavoratori al livello più basso di garanzie, in una preoccupante somiglianza con modelli asiatici, contraddistinti in particolare da elevato sfruttamento e scarsa considerazione dei lavoratori.
Invece noi Ugl siamo per la dignità delle persone, prima di tutto!
Contrariamente a quanto asserito da qualcuno, i diritti dei lavoratori non hanno nulla a che fare con l’ideologia, ma sono invece il frutto di un percorso di civiltà che prende spunto già dalla carta costituzionale (Art. 1, 2, 3, 4, 35 e 36). Non si realizza l’uguaglianza togliendo ad alcuni il minimo vitale, bensì aumentando anche agli altri quello che socialmente viene considerato il livello minimo di sopravvivenza.
In tale contesto di costante minaccia al mondo del lavoro, nonché di incertezza sugli effetti delle decisioni governative, appare sempre più attuale e necessaria la partecipazione dei lavoratori, non solo agli utili aziendali, ma anche alle decisioni del CDA, esercitando quel controllo e quella condivisione delle scelte, tramite Comitati di Controllo già collaudati con successo nella “Mitbestimmung” del modello economico tedesco: la vera cogestione.
Se vogliamo seguire un esempio, piuttosto del modello asiatico, preferiamo quello tedesco, a noi più vicino anche per mentalità e applicabilità. A dimostrazione della sua bontà, ricordiamoci che questo strumento ha consentito alla Germania sconfitta e distrutta da due guerre mondiali, di risalire la china e diventare la prima potenza economica europea, in pochi decenni.
Questo è il concetto di partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale, peraltro già previsto dall’art.46 della Costituzione Italiana, e da sempre propugnato dalla Cisnal prima e dall’Ugl oggi.
IL SEGRETARIO PROVINCIALE CREDITO DI TRIESTE

ROBERTO BENEDETTI
 

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