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Un anno fa l'Omicidio Novacco: il Messaggio ai Giovani di Crepaldi e Cosolini

“No violenza.Sì alla vita”, è il messaggio congiunto rivolto oggi a tutti i giovani di Trieste dal Sindaco Roberto Cosolini insieme al Vescovo Mons. Giampaolo Crepaldi, spiegato nel testo di una lettera firmata a due mani che è stata presentata in...

"No violenza.Sì alla vita", è il messaggio congiunto rivolto oggi a tutti i giovani di Trieste dal Sindaco Roberto Cosolini insieme al Vescovo Mons. Giampaolo Crepaldi, spiegato nel testo di una lettera firmata a due mani che è stata presentata in una Sala Consiliare gremita di numerosi ragazzi e rappresentanti delle varie realtà diocesane e della Consulta Giovani del Comune, e consiglieri comunali, in occasione dell'anniversario della tragica morte di Giovanni Novacco (notte tra il 25 e 26 agosto 2011).

La lettera è stata consegnata personalmente a tutti i giovani presenti dal Sindaco Cosolini e dal Vescovo Crepaldi, nella convinzione che 'lavorare uniti tutti assieme in un percorso univoco di civile convivenza, solidarietà e rispetto, e di affermazione di principi e valori di base quali l'onestà e l'amicizia per il bene comune, si può costruire un futuro migliore per i giovani e per l'intera comunità cittadina'.

Il Sindaco Cosolini, ringraziando Mons.Crepaldi per la fattiva collaborazione e per l'importante contributo e presenza, accogliendo i giovani con un caloroso benvenuto ha quindi rimarcato la valenza del messaggio nel ricordare la tragica morte di Giovanni Novacco: "Un anno fa la coscienza di tutta la nostra comunità veniva scossa in modo drammatico da un delitto inimmaginabile, una giornata tremenda e funesta per tutti noi, per i famigliari, per le persone vicine alla vittima.

Un fatto tragico, drammatico, che ha aperto uno squarcio che forse non ci aspettavamo in una città sempre molto tranquilla e sicura, che ha creato un vuoto incolmabile e messo in evidenza i giovani che si sono macchiati di questo delitto.

Giovani senza riferimenti positivi che hanno buttato via la loro vita per scelte sbagliate e criminose. Nell'interrogarci, a un anno di distanza, in una città dove la pacifica e civile convivenza sono tangibili, il ricordo di quel delitto ci dice che non bisogna abbassare la guardia, per evitare che taluni segnali e manifestazioni possano sfociare in tragedie senza fine.

Ma c'è anche un altro modo per tenere alta la guardia, che riguarda la diffusione della pratica di valori positivi, quali la convivenza, la solidarietà, la fatica quotidiana di costruire un futuro che oggi appare incerto per i giovani.

Occorre alimentare la capacità di credere nei principi positivi: il rispetto delle persone, l'amore per la vita e per lo studio, e per ciò che si intraprende, così si cementa la coesione, la convivenza nella comunità, soprattutto in periodi di crisi come questo.

I buoni sentimenti vanno diffusi prevenendo in tutte le forme possibili l'emergere di valori negativi, sbagliati, che è più facile trovare in momenti difficili.

Proporre questo messaggio positivo a voi giovani - ha concluso il Sindaco Cosolini - , assieme al Vescovo Mons. Crepaldi, ci pareva fosse il modo migliore per costruire le buone motivazioni nell'affrontare quel tipo di fenomeno e cercare di gettare le basi per costruire assieme, un futuro positivo per voi e per tutta la comunità".

"Ringrazio il Sindaco Cosolini per questa opportunità che ci vede uniti per il messaggio indirizzato a tutti i giovani di Trieste - ha voluto sottolineare il Vescovo Mons.

Crepaldi salutando tutti gli intervenuti - . Oggi si ricorda un delitto che ha costretto la città a interrogarsi sul perché e su come sia stato possibile accadere in una città così sana e sicura. Sinceramente mi ha colpito l'immediato segnale di solidarietà che ha visto l'ampia partecipazione dei giovani alla fiaccolata organizzata in città, da cui è partito un messaggio di speranza per il futuro, di rispetto e vicinanza.

Fare memoria di un delitto perché c'è un male da condannare è un impegno da assumersi verso il bene, una responsabilità che coinvolge e dipende da tutti noi, ma anche da voi giovani.

Riaffermare alcuni principi e valori come l'amicizia, l'onestà, incentivando la dialettica positiva e il dialogo di confronto tra persone, riveste grande importanza.

Occorre collaborare tutti uniti per giocare bene la partita per il futuro di questa città, con lealtà e progettualità, con impegno attraverso azioni e percorsi comuni.

Sappiate che 'Trieste conta su di voi per andare avanti!'"

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