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“un Cane per Amico”: Presentato il Progetto di Attivita’ Assistita con gli Animali

Aline, Biagio, Brenda, Bora, Cora, Erica, Kithira, Lilli, Mary, Tiki, sono i dieci cani meticci o di razza (Cocker spaniel, Labrador, Golden Retriever, Cavalier King Charles, Yorkshire) che hanno interagito e socializzato con due gruppi formati da...

Aline, Biagio, Brenda, Bora, Cora, Erica, Kithira, Lilli, Mary, Tiki, sono i dieci cani meticci o di razza (Cocker spaniel, Labrador, Golden Retriever, Cavalier King Charles, Yorkshire) che hanno interagito e socializzato con due gruppi formati da persone anziane ospiti della struttura residenziale "Gregoretti" di via de Ralli, a San Giovanni, da settembre a dicembre 2010, nell'ambito di un progetto di Pet Therapy.

Il progetto - che si è sviluppato grazie a una felice collaborazione multidisciplinare fra operatori della Cooperativa Elleuno - che gestisce le attività di animazione all'interno della struttura, alcuni operatori sociosanitari comunali e numerosi funzionari e tecnici dell'Azienda per i Servizi Sanitari n, 1 Triestina - ha previsto una decina di incontri settimanali con gli ospiti anziani che, grazie alla presenza dei cani, hanno partecipato a varie attività socio-ludiche e stimolanti a livello cognitivo-relazionale e motorio.

Stamane, all'incontro di presentazione - in cui è stato proiettato un filmato realizzato dall'A.S.S. n.1 a per illustrare i momenti significativi del progetto - sono intervenuti l'assessore comunale alla Promozione e Protezione Sociale Carlo Grilli con il responsabile delle Case di riposo comunali Eugenio Pilutti, Fabio Samani, direttore dell'Azienda Sanitaria, Corrado Abatangelo, responsabile della Sanità Pubblica Veterinaria, assieme a numerosi ospiti con i familiari e naturalmente gli amici a "quattro zampe" partecipanti all'iniziativa accompagnati dai proprietari.

"Questa importante esperienza - ha detto l'assessore Carlo Grilli - è la testimonianza che quando ci sono persone con difficoltà il cane diventa un mediatore significativo e riesce a facilitare i rapporti regalando momenti di grande serenità e spensieratezza. Un percorso che ha dato finora ottimi risultati e che vale la pena di proseguire per lavorare tutti assieme al meglio e a dimostrazione che la struttura per anziani può essere un luogo dinamico e non statico".

Il direttore Fabio Samani ha quindi sottolineato la "valenza della sinergia che ha messo in evidenza la gratuità dei gesti di affetto e di amore di cui sono capaci queste creature e della benefica influenza sulle persone. Pertanto si deve continuare su questa strada collaborando ancora per sviluppare ulteriori attività in questa direzione".
"Grazie alla collaborazione dei medici e del Comune - ha evidenziato Corrado Abatangelo - contiamo di ripetere questa esperienza positiva mirando a coinvolgere gruppi di anziani più ristretti con programmi individualizzati e di sviluppare il progetto anche a livello nazionale. A tale proposito, l'anno scorso con l'Azienda Sanitaria abbiamo già organizzato un convegno sul tema".

Un plauso all'iniziativa anche da parte del responsabile della struttura Eugenio Pilutti che ha ringraziato "tutti gli operatori che con impegno e passione, frutto anche del loro vissuto, hanno consentito di costruire e di portare a termine un'iniziativa che ha reso felici molte persone".

Obiettivi specifici del progetto - è stato spiegato - sono stati l'area fisioterapica (miglioramento delle reazioni posturali, della motilità attiva degli arti superiori e della coordinazione) e quella cognitivo-relazionale (miglioramento della capacità attentiva, della capacità di socializzazione - anche attraverso l'interazione con gli animali - stimolazione della memoria e del linguaggio, riduzione della sintomatologia depressiva e dei sintomi ansiosi).

La letteratura scientifica in materia ha fornito prove di efficacia circa l'utilizzo dell'approccio pet-therapy anche su persone colpite da pluripatologie e specifici disturbi, tra cui gli esiti di ictus, infarto, coma, le demenze senili, il morbo di Alzheimer, le sindromi ipocinetiche, le nevrosi, le psicosi, la Sindrome di Down, i disturbi dell'apprendimento dell'attenzione e psicomotori.

In questo senso, gli interventi mediati dagli animali sono considerati uno strumento molto utile, che si basa sul ruolo dell'animale come mediatore e catalizzatore di un processo di relazione con l'essere umano, anche perché nel rapporto con il "pet" l'anziano non si sente osservato, criticato, messo in discussione.

Ufficio Stampa Comune di Trieste

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