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Un nuovo Strumento per Difendere le Donne Vittime di Violenza e Discriminazioni: Firmato Protocollo Provincia ts - Centro Antiviolenza

Più di 200 donne all’anno si rivolgono al GOAP Centro Antiviolenza di Trieste, e più di 150 svolgono un primo colloquio per chiedere aiuto. Di queste il 23,8% sono disoccupate, la maggior parte sono nella fascia d’età tra i 31 e 40 anni, mentre la...

Più di 200 donne all'anno si rivolgono al GOAP Centro Antiviolenza di Trieste, e più di 150 svolgono un primo colloquio per chiedere aiuto.
Di queste il 23,8% sono disoccupate, la maggior parte sono nella fascia d'età tra i 31 e 40 anni, mentre la nazionalità prevalente è quella italiana rispetto alla straniera.
I dati e le segnalazioni pervenute sia al GOAP che all'Ufficio della Consigliera provinciale di parità hanno portato alla sigla del Protocollo d'intesa contro la discriminazione di genere nel lavoro che si è svolta a Palazzo Galatti.


Hanno firmato il documento la Consigliera di Parità della Provincia di Trieste, Gabriella Taddeo, e Tatjana Tomicic, Presidente del GOAP Centro Antiviolenza di Trieste alla presenza della Presidente Maria Teresa Bassa Poropat e dell'assessore alle Politiche attive del Lavoro Adele Pino.

"La firma odierna è un ulteriore e significativo tassello in materia di pari opportunità e di promozione della cultura delle donne, un percorso caro all'amministrazione provinciale di Trieste" ha detto Bassa Poropat.

"Tanti sono i progetti e le azioni avviate infatti in questo settore - ha aggiunto Adele Pino - impostate per favorire l'accesso al mondo del lavoro, l'applicazione effettiva delle leggi di parità, il sostegno alle attività delle associazioni delle donne" .

"Il Protocollo nasce dall'analisi delle denunce e dalle segnalazioni pervenute all'Ufficio della Consigliera provinciale di parità" ha detto Gabriella Taddeo.

"Una donna - ha aggiunto, quando è vittima della violenza domestica, diviene vulnerabile e rischia di subire maltrattamenti anche sul luogo di lavoro.

C'è quindi un doppio impegno attraverso il Protocollo e la collaborazione con il GOAP: il primo obiettivo è favorire l'accesso e la permanenza al lavoro alle donne, in particolare delle vittime di violenza domestica, il secondo è evitare che la discriminazione e la violenza si allarghino ai luoghi di lavoro, cosa che - come detto - accade con frequenza, data la vulnerabilità dei soggetti che vivono situazioni contingenti di disagio psicologico e fisico ".

Il Protocollo siglato oggi da quindi il via ad azioni congiunte, coordinate e soprattutto concrete che favoriscano, in prima istanza, l'accesso al lavoro delle donne, rimuovendo le condizioni che le costringono in situazioni di subordinazione economica. In secondo luogo , tra l'Ufficio della Consigliera e il GOAP sarà instaurato uno stretto rapporto di fattiva collaborazione attraverso incontri sistematici per esaminare casi di violenza domestica aggravata da disagi economici, discriminazioni inerenti l'accesso al lavoro basati sull'appartenenza di genere e/o molestie sul luogo di lavoro, individuando modalità di intervento e azioni coordinate e sinergiche che risultino efficaci per accompagnare le donne fuori da situazioni di controllo della loro vita e per sottrarle ai maltrattamenti in un percorso di emancipazione e autodeterminazione personale.

L'obiettivo è di rimuovere le condizioni che impediscono la loro piena realizzazione, a partire dall'ottenimento di un lavoro correttamente retribuito, che diventi garanzia dell'indipendenza economica mettendole in grado di poter decidere della propria esistenza; in questo ambito si prevede di sviluppare interventi specifici per giovani donne disoccupate o inoccupate, per donne fuoriuscite dal mercato del lavoro per i più vari motivi, a donne straniere e, in particolare, per donne vittime di maltrattamento e violenza, che hanno trovato rifugio nelle case di accoglienza gestite dal GOAP le quali, in genere, mamme di bambini piccoli, presentano difficoltà economiche e impieghi precari. Il protocollo ha validità triennale.

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