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Martedì, 27 Febbraio 2024
Il caso

Unabomber, la Procura chiede esami del Dna su 10 oggetti, undici indagati, uno è nuovo

Per gli altri nove è un atto dovuto perché già indagati nel procedimento archiviato 13 anni fa. L'ultimo indagato è stato iscritto "sulla base di una fonte dichiarativa la cui attendibilità appare problematica ed è tutta da verificare"

TRIESTE - Novità sul caso Unabomber, riaperto dopo 13 anni: la Procura fa richiesta di incidente probatorio al Gip al fine di sottoporre a indagine genetica dieci oggetti sequestrati nell'ambito delle indagini. Ne dà notizia il Procuratore capo Antonio De Nicolo che, insieme al Sostituto Procuratore Federico Frezza, ha formulato la richiesta.

Sono dieci gli indagati, ma per nove di questi si tratta di un atto dovuto perché la Procura, "per applicare correttamente la procedura senza incappare in questioni di nullità o inutilizzabilità", ha dovuto "necessariamente considerare "persone sottoposte ad indagine" tutti coloro che avevano rivestito tale posizione nel corso dei procedimenti avviati all'epoca dalla Procura della Repubblica di Trieste e successivamente archiviati: inoltre ha dovuto iscrivere nel registro degli indagati un'altra persona sulla base di una fonte dichiarativa la cui attendibilità appare problematica ed è tutta da verificare".

Nella nota ufficiale, De Nicolo puntualizza che "nei confronti di nessuna delle dieci persone menzionate nella richiesta d'incidente probatorio come "persone sottoposte ad indagine" sono stati acquisiti elementi tali da consentire di convogliare le investigazioni in una precisa direzione: sarà l'accertamento genetico a fornire, sperabilmente, elementi utili a tal fine. Conclusivamente, fino all'ultimazione di tale accertamento ogni frettolosa attribuzione di responsabilità che si volesse ricavare a carico di taluno dei soggetti indagati costituirebbe una gratuita illazione, sfornita allo stato di elementi di riscontro e contrastante con la presunzione di non colpevolezza scolpita nella nostra Costituzione".

Si ipotizza il reato di attentato con finalità di terrorismo, legato a 28 ordigni trovati fra Veneto e Friuli-Venezia Giulia in 12 anni, dal 1994 al 2006. La riapertura del caso è partita dalle richieste presentate lo scorso autunno da due vittime di Unabomber, Francesca Girardi e Greta Momesso. Ora, con le nuove tecnologie investigative, è possibile analizzare nuovamente un capello e della saliva trovati su un uovo rimasto inesploso il 3 novembre del 2000 in un supermercato di Portogruaro. 

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