Cronaca

L'Unione degli Istriani risponde all'Anvgd: "Polemica sterile e puerile"

Continua il botta e risposta sullo stato di degrado dei monumenti dedicati all'esodo giuliano dalmata di Roma. Dopo il post di Anvgd, l'Unione degli Istriani ha deciso di replicare

Continua il botta e risposta sullo stato di degrado dei monumenti dedicati all'esodo giuliano dalmata di Roma. Dopo il post di Anvgd, l'Unione degli Istriani ha deciso di replicare: "L'Unione degli Istriani prende atto della nevrotica presa di posizione di Donatella Schürzel, vicepresidente della Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che in un post a sua firma pubblicato sulla pagina Facebook della citata associazione, lo scorso 13 agosto aveva pesantemente attaccato, senza avere alcun concreto motivo per farlo, una documentata segnalazione pervenuta da 95 soci (veri, vivi e vegeti, e soprattutto regolarmente iscritti!) della Unione degli Istriani residenti a Roma, con la quale denunciavano lo stato di degrado in cui versano i due più importanti monumenti dedicati all'esodo giuliano dalmata della capitale".

“Ci siamo allora impegnati - scrive il presidente Lacota - , come ci hanno in ultimo chiesto con un accorato appello questi nostri Soci, ed abbiamo dato corso ad un iter finalizzato alla soluzione di questo problema con il reperimento delle risorse finanziarie necessarie" spiega il presidente Massimiliano Lacota "e non capiamo perché il nostro dinamismo, invece di essere apprezzato, sia stato invece criticato dalla ANVGD che, pur avendo la sede a Roma, non ci risulta abbia finora compiuto alcunché di concreto per risolvere la questione"

"Vogliamo essere chiari e trasparenti con i 95 Soci che ci hanno sollecitato a mettere fine alle pessime condizioni in cui i due manufatti versano" ammonisce Lacota. "Se l'ANVGD intende farsi carico della spesa, attraverso i fondi della Legge 72/2001, oppure attraverso parte del cospicuo lascito che ha incassato lo scorso anno, l'Unione degli Istriani farà volentieri un passo indietro, lasciando ad altri il lavoro da fare, purché però questo venga fatto".

"Ciò detto, va necessariamente osservato come di questa sterile e puerile polemica che ha scomodato addirittura gli Asburgo - polemica curiosamente messa in scena proprio dalla vicepresidente Schürzel, il cui cognome è sì austroungarico - nessuno sentisse, a parte lei, il bisogno".

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