Cronaca

Unioni civili, in Commissione l'anteprima della "battaglia". Lobianco: «Linea politica, ma non discriminatoria»

Via libera della prima commissione, alla presenza dell'assessore ai Servizi al cittadino e la dirigente Gherardi, alle due mozioni Pd (Famulari-Martini). Lobianco: «Eviterò mie le mozioni per rispetto dei consiglieri e dell'Aula»

Due le mozioni firmate da consiglieri del Partito democratico discusse oggi, lunedì 12 settembre, in Prima commissione (presieduta dal leghisa Antonio Lippolis) alla presenza, visti i temi trattati, dell'assessore ai Servizi al cittadino e Toponomastica Michele Lobianco: la prima, presentata dalla capogruppo Pd ed ex vicesindaco Fabiana Martini, per intitolare un "sito" al monsignor Bellomi, e la seconda, in scia alla bagarre politica dell'estate, firmata dall'ex assessore Laura Famulari, che chiedeva l'applicazione del art.20 L 76/2016 (Cirinnà). 

MOZIONE BELLOMI - «Lo scorso 23 agosto ricorreva l'anniversario numero 20 dalla morte di Lorenzo Bellomi, vescovo della nostra diocesi, che ha amato molto la città e forse come molti che la vedono da fuori l'hanno concepita meglio di altri, che ha sempre avuto particolare attenzione per i più poveri e si è impegnato a favore della pace come giustizia sociale. Chiedo che a lui venga dedicato un sito in città; avendo avuto la delega alla toponomastica fino a giugno, so che non è facile trovare un luogo adatto, ma mi sembrava doveroso. Mi sono permessa di chiedere che fosse un luogo caro sia italiani che sloveni, visto quanto si è speso per il dialogo tra le due comunità». Così ha presentato la mozione Fabiana Martini, che ha ricevuto qualche "consiglio correttivo" da Bruno Marini (sulla questione italo-slovena) e in modo più sarcastico da Salvatore Porro, incassando poi l'approvazione del presidente del Consiglio comunale Marco Gabrielli e anche dell'assessore che ha raccolto il suo testinome per la delega in esame, Michele Lobianco cha ha aggiunto: «Eviterò di far proprie le mozioni perché ho grande rispetto del lavoro dei consiglieri comunali e del lavoro del Consiglio comunale; mi auguro di non ricevere mai mozioni sul cambiamento di vie, perché non costringerò mai i triestini a cambiare i documenti e complicargli la vita: questa mozione non è il caso è c'è la mia massima apertura».

MOZIONE UNIONI CIVILI - Più spinoso è stato invece il dibattito in seno alla commissione in merito alla mozione di Laura Famulari: «La mozione è stata presentata il 28 agosto e le informazioni sono colte dai giornali perché non mi risulta ci siano atti in merito - ha tenuto a sottolineare, prima di leggere parte l'articolo 20 della Cirinnà -. Nel frattempo c'è stato un parere anche del garante dei diritti civili. Quello che si chiede oggi è capire se davvero la sala matrimoni (chiamata così per prassi, ma non per atti) sia stata negata per l'unione civile e su che base? Tecnica? Politica? Abbiamo appreso poi che non è concessa la deroga celebrativa? Su che base normativa? È vero che è stata proposta una sala alternativa? Scelta tecnica o politica? Perchè non registrare l'unione civile in tutte le sale preposte al matrimonio. La finalità della mozione non è polemica, ma vorrebbe trovare una soluzione per dare pari dignità civile». 

Scelta politica - «Non intendo ripercorrere tutto l'iter che con la Giunta abbiamo percorso tutta l'estate - ha chiarito l'assessore Lobianco, illustrando un pacco di rassegna stampa -. La scelta di un luogo "alternativo" ma rispettoso è stata presa per la dignità di tutti e  nel rispetto di tutti. Io sono parte politica e accetto tutto, posso ricevere tutte le critiche del caso, ma non sono un discriminatore e non accetto che dipendenti e dirigenti che vi hanno "servito" per cinque anni ora vengano accusati di essere discriminatori. È una scelta ovviamente politica ma basata su solide fondamenta legislative. Ho letto sui giornali che c'è un ricorso al Tar, ma al momento non siamo stati ancora interpellati».

Differenze - «La differenza tra i due istituti è che la delega del matrimonio non è stata espressamente richiamata dalla Cirinna, solo dipendenti a tempo indeterminato, o con delega del prefetto o del segretario generale possono trascriverle - ha spiegato la dottorezza Ghirardi, che è intervenuta per quanto concerne la parte più tecnica -. In questo momento l'unione civile è solo un atto amministrativo. L'avvocatura del Comune non si è espressa formalmente, ma ovviamente ha seguito tutto l'iter e preso visione di tutte le carte». 

Cosolini - È stata poi la volta degli interventi dei vari consiglieri che hanno preannucito battaglia in Aula: «Mi riservo di intervenire in Consiglio comunale - ha esordito l'ex sindaco Roberto Cosolini (Pd) -. L'assessore mi ha ispirato con la sua chiarezza sulla scelta politica, per me non condivisibile. È bene che prima di arrivare in Aula a tutti i consiglieri venga fornita la documentazione completa».

Porro - «Siccome la Cirinnà parla di unione civile e non di matrimonio civile ho molte cose da ridire. Inoltre mi risulta che al momento si sono unite solo 12 coppie e appena 300 sono in lista d'attesa... Per loro il Comune ha messo a disposizione la sala di palazzo Gopcevic, la più bella - ha detto Salvatore Porro (Lega Nord) -. L'Art. 11 unioni civili cozza con il 143 che parla di fedeltà: non si può pretendere che siano equiparati quando non si parla di fedeltà tra i coniugi. Inoltre non sono previste le pubblicazioni? Quindi perché chiedere uguali diritti se i "riti" non sono uguali. Siamo davanti a una pura strumentalizzazione».

Claudio - «Le cose vanno chiamate con il loro nome e cognome, qui si parla di registrazione e non di celebrazione, perché alimentare una polemica quando è già tutto chiaro - si domanda Michele Claudio (Lega Nord) -? Ho sempre pensato che in democrazia sia la minoranza a doversi adattare alla maggioranza».

Barbo - «Mi spiace che ci sia qualcuno che inizi a intervenire "parlo da cattolico", perché l'assessore ha già dichiarato essere una scelta politica - ha sottolineato GIovanni Barbo (Pd) in relazione all'intervento di Porro -. Rispetto alla registrazione del matrimonio avviene a fine rito, perché non si può delegare nelle unioni civili? Fosse vero che la legge non preveda che si applichino certe analogie al matrimonio ma neanche lo proibisce».

Danielis - «L'art. 20 mi pare preveda che non si debbano cambiare i regolamenti, perché dove si parla di matrimonio bisogna sostituire con "unione civile"», ha sottolineato Elena Danielis (M5s). 

Marini - «Condividiamo come gruppo Forza Italia a pieno la linea della Giunta - ha detto Bruno Marini -, che ha fatto due aperture notevoli e giuste: sarebbe stato sbagliato limitare le registrazioni a orario d'ufficio, ora anche il sabato; inoltre sarebbe stato discriminante non dare una sede adeguata, ma quella data è di gran lunga più bella di quella dei matrimoni. Non ho visto però riconoscimenti su queste sue scelte ed evidentemente c'è una strumentalizzazione politica e massmediatica».

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