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Unioni civili in Palazzo Gopcevich, Davide Zotti non ci sta: «L'apartheid non è mai una soluzione»

Lo rileva in una nota il professor Davide Zotti

Non si placa la polemica sulle unioni civili, nonostante il tentativo di allentare la tensione da parte della Giunta, che ha concesso Palazzo Gopcevich.

Il professor Davide Zotti, da cui la vicenda era partita, dopo la contrarietà sulll'assegnazione della "sala divorzi" per la sua unione civile, non si sta e contrattacca 

«Mentre- spiega Zotti - stiamo ancora aspettando dall'Amministrazione comunale le motivazioni scritte del rifiuto della sala matrimoni di Piazza Unità, veniamo a sapere che "... il Comune di Trieste, se richiesto ed in base a determinate necessità, oltre agli spazi già individuati, metterà a disposizione per le Unioni Civili la sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, in via Rossini"».  

«Veniamo a saperlo (assieme al compagno Claudio ndr.) - continua la nota -  proprio oggi quando con l'Ufficiale di Stato civile, avevamo individuato una data, il 15 ottobre, in cui la sala matrimoni fosse libera per celebrare la nostra unione civile».

«Non solo ci sentiamo presi in giro - conclude Zotti -  ma ulteriormente umiliati da una proposta che non fa altro che ghettizzare le coppie omosessuali e il loro riconoscimento sociale. Che sia la Stanza 101 o Palazzo Gopcevich, l'apartheid non è mai una soluzione».

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