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Università e Covid, nasce la campagna "Studenti uniti contro la crisi"

Nata grazie alla lista di rappresentanza universitaria Link Trieste e Link Coordinamento Universitario, la campagna punta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di investire una parte importante del Recovery Fund in università e ricerca

"Mancano spazi per studiare, la Dad non ha risposto completamente alle nostre esigenze e le misure messe in atto per garantire il diritto allo studio, come le borse di studio, i posti alloggio o la riduzione delle tasse, non permettono un equo accesso all'istruzione universitaria". Queste sono solo alcune delle problematiche sollevate dalla  lista di rappresentanza universitaria Link Trieste, che assieme a Link Coordinamento Universitario, ha deciso di dar vita alla campagna "Studenti uniti contro la crisi". Un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di investire una parte importante del Recovery Fund in università e ricerca e "per portare alla ribalta nel dibattito pubblico la condizione degli studenti universitari".

Le richieste

Riportiamo di seguito le richieste di Link: "Occorre abbattere le tasse universitarie, che ancora rappresentano uno scoglio notevole per l’accesso all’istruzione. Vogliamo un forte investimento per ampliare l’accesso ai contributi per l’affitto, alla residenzialità studentesca e alle borse di studio. Serve garantire l’accesso all’assistenza sanitaria di base per le studentesse e gli studenti fuori sede, per evitare il dispendioso ritorno alla propria residenza nel caso di necessità di andare dal medico. Vogliamo poter votare anche nelle nostre sedi universitarie: non possiamo accettare di essere estromessi da questo nostro fondamentale diritto, non possiamo accettare come imposizione il dover tornare per forza alle nostre residenze per votare. Vogliamo e pretendiamo diritti che ci spettano come studenti, dottorandi, assegnisti e borsisti che non possono esserci preclusi. Chiediamo la creazione ed il rafforzamento, anche per via telematica, di sportelli di aiuto psicologico per tutelare tutt* noi studenti, che abbiamo subito questa situazione in prima persona e che siamo stati costretti a studiare spesso in luoghi non sicuri o non adatti.

Insieme per il futuro

"Questa situazione - si legge ancora nella nota stampa - porta tuttavia anche a una maggiore consapevolezza di alcuni problemi sistemici del sistema universitario, che erano già presenti ma che spesso non venivano percepiti: gli elementi dell’ansia, della frustrazione, talvolta della depressione, hanno fatto comprendere a cosa possaportare un sistema basato sull’individualismo, sulla meritocrazia o sul doverrealizzare determinati obiettivi di studio in un tempo che a volte non può essere standardizzato".

Infine l'appello alla Ministra Messa affinchè ascolti le proposte, "rifinanziando il comparto universitario e rendendo la componente studentesca partecipe nella discussione sul Next Generation EU, in modo da non lasciare nessuno escluso da decisioni che riguardano il futuro di tutte e tutti". "Come diceva l’abate Seyes, pensatore post-rivoluzionario francese, “se i ministri della legge potessero fare la legge, sarebbero dei padroni; è evidente che la legge debba essere fatta da coloro che devono obbedirle" conclude la nota.

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