Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

USB, venerdì 15 maggio a Trieste sciopero autoferrotranvieri: le fasce a rischio

L'USB fa sapere che «Si conferma che le modalità di svolgimento dello sciopero, sono quelle già in vigore ed individuate dagli accordi locali e aziendali, nei quali sono definite le fasce orarie di servizio garantito, in applicazione della L. 146/90 e delle successive modifiche»

A Trieste le fasce a rischio sono quelle dalle ore 02.00 alle ore 06.00; dalle ore 9.00 alle ore 13.00; dalle ore 16.00 alle ore 02.00.

L'USB fa sapere che «Si conferma che le modalità di svolgimento dello sciopero, sono quelle già in vigore ed individuate dagli accordi locali e aziendali, nei quali sono definite le fasce orarie di servizio garantito, in applicazione della L. 146/90 e delle successive modifiche. Al di fuori di tali fasce non sarà garantito alcun servizio, ne per l’aeroporto regionale, ne per altre destinazioni. Qualsiasi tentativo di forzatura degli accordi vigenti, adottato dalle Aziende, verrà immediatamente denunciato alle Preture del Lavoro, come comportamento antisindacale nei confronti dei lavoratori».

UNA VERTENZA NAZIONALE  LANCIATA DA USB LAVORO PRIVATO CONTRO:
i provvedimenti del Jobs Act;
i continui innalzamenti dell'età pensionabile;
le privatizzazioni selvagge che dirottano capitali pubblici verso soggetti privati;
le pesanti discriminazioni imposte dal Testo Unico sulla Rappresentanza;
le pesanti penalizzazioni di un contratto fermo da ben 8 anni.

«USB Lavoro Privato - spiega USB  -  rilancia la mobilitazione nazionale di settore che coincide con la ripresa delle trattative sul CCNL tra le associazioni datoriali e CGIL-CISL-UIL-UGLe FAISA CISAL, dalle quali si preannunciano lacrime e sangue per gli autoferrotranvieri. Sarà questo il motivo per il quale, in questi giorni, si moltiplicano i segnali di una forte volontà del mondo politico di giustificare un nuovo attacco al diritto dell'esercizio di sciopero dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale; lo fa in prima persona lo stesso Ministro Graziano Delrio accompagnato dagli inseparabili sindacati concertativi».

«Tra le tante dichiarazioni riportate dalla stampa - continua la nota -, risalta quella del segretario generale della UIL Trasporti Tarlazzi... “Come Uiltrasporti siamo convinti che sia venuto il momento di collegare il sistema della rappresentanza sindacale alla regolazione del diritto di proclamare gli scioperi, poiché non è più sopportabile che ogni sigla, a prescindere dalla dimensione degli iscritti, possa mettere in crisi il sistema complessivo e l’immagine delle sigle sindacali di categoria delle Confederazioni” USB considera tale affermazione gravissima e ancor più grave se fatta da un esponente sindacale che dovrebbe tutelare non solo gli interessi dei lavoratori, ma anche i diritti che in capo ad ognuno di loro sono sanciti dalla Carta Costituzionale; gravissima l'idea che non tutte le sigle sindacali possano proclamare uno sciopero».

«Affermazioni che - conclude USB - riportano la mente a quel “ventennio fascista” in cui fu abolita la pluralità rappresentativa dei lavoratori ed instaurato il “sindacato unico”. Dopo il monopolio della rappresentanza sono alla ricerca anche di quello dello sciopero e, senza alcun pudore, si lasciano andare agli assist migliori per governo e parti datoriali. E' il momento di rialzare la testa e mandare a casa chi vuole ledere i nostri diritti e la nostra dignità!»

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