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Sindacalista Usb alle prese con un suo profilo fake: "Già denunciato tutto"

Sasha Colautti dell'Unione Sindacale di Base da qualche tempo "convive" con Saša Colauti, utente che si differenzierebbe da quello vero “solo” per la grafia slovena nel nome e per un cognome orfano di doppie. Alla base dello "sgarro" dissidi sulla gestione del sindacato in porto?

Un “profilo fake”, alla stregua di un presunto furto d’identità digitale. La disavventura in salsa social è capitata al sindacalista di Usb, Sasha Colautti che da tempo “convive” con l’attività Facebook di Saša Colauti, utente che si differenzierebbe da quello vero “solo” per la grafia slovena nel nome e per un cognome orfano di doppie. L’esponente sindacale, che della vicenda sembra non aver molta voglia di parlarne, anche oggi 31 ottobre è intervenuto sul celebre network proprio per ribattere al "falso" Colautti.

“Dopo tutti i trascorsi il profilo fake di me stesso mi mancava, ma tanto sappiamo da chi è gestito. Mi fa una gran tristezza, dico la verità” ha commentato l’esponente di Usb. Raggiunto da TriestePrima, Colautti ha confermato di aver denunciato il tutto già tempo fa. Era infatti il 16 settembre quando il sindacalista si era messo in contatto con chi scrive questo articolo per chiedere informazioni su una richiesta d’amicizia pervenuta in quei giorni da parte del presunto Sasha che, ad oggi e nella versione "falsa" ha raggiunto le 209 amicizie tra le quali giornalisti, politici, esponenti del teatro, fotografi, titolari di caffè storici, indipendentisti e chi più ne ha più ne metta. 

Chi è Saša Colauti?

Il profilo in questione infatti mette in bella mostra una foto che, per certi versi, potrebbe assomigliare al giovane esponente sindacale e proprio il sindacato è il lavoro indicato come attività principale. Insomma, anche se le generalità non coincidono, la vicenda ha portato alla creazione di una specie di Colautti bis o Colautti 2, che dir si voglia. Ma allora chi si cela dietro la maschera di Saša? In Usb affermano di essere a conoscenza della persona che avrebbe creato il profilo fake. 

Le domande

Da indiscrezioni – e da una quantomai banale e suggestiva supposizione – sembrebbe essere qualcuno che conosce bene il Colautti vero, oppure qualcuno che frequenta l’ambiente del sindacato, o che forse lo esercita con qualche altra sigla; è qualcuno che avrebbe a che fare con il mondo portuale e la sua rappresentanza sindacale? Esistono ragioni che vanno al di là di Facebook? Quali sono le frizioni tra i diversi esponenti storici del sindacato in quell’ambiente e soprattutto, fino a che punto le contrapposizioni potrebbero giustificare il ricorso ad una “battaglia” tra profili social?

La contrapposizione Clpt e Usb 

A queste domande presumibilmente nessuno risponderà, ma alcune supposizioni proviamo comunque ad elaborarle. Era il 13 agosto quando all’interno della sala del Knulp di via Madonna del mare, il Coordinamento dei Lavoratori Portuali di Trieste annunciava la “rottura” con l’Usb subito dopo la riunione del 26 luglio a Roma durante la quale gli “scissionisti” avevano intravisto uno spiraglio “in merito al regime fiscale previsto dal Trattato di Pace di Parigi” del 10 febbraio 1947. “È ora di tirar la testa fuori dalla sabbia” aveva tuonato Stefano Puzzer, referente del ClpT, intravedendo delle opportunità in materia di portualità e accusando gli stessi Colautti e compagni di non aver “idea delle nostre istanze”.

C'è sempre della politica

Usb aveva rispedito le accuse al mittente: “Le motivazioni di questa rottura sono riconducibili alla incompatibilità, divenuta ormai inconciliabile, tra due modi di intendere il ruolo del sindacato dentro il porto di Trieste” così la nota diramata il giorno stesso. C'entra quindi la vicenda dei profili Facebook con lo scontro sindacale? Se la risposta fosse sì, allora potremmo ipotizzare la presenza di motivazioni anche e soprattutto politiche all’interno della querelle, e ulteriormente tra i due Colautti. Il contrasto tra le due parti in questione sarebbe quindi sfociato nella creazione di un profilo falso? 

Il commento

Le domande da porre sarebbero molte. La vicenda potrebbe essere legata alla volontà di destabilizzare la stessa Usb da uno spazio interno? Un falso account capace di far leva sull’ingenuità degli utenti Facebook o ancora, sull’apertura del più classico secondo profilo perché saturo di amicizie il primo? Ulteriori interlocutorie che al momento non sembrano aver risposta. Infine, nella notte del 31 ottobre ci concediamo una battuta: siamo sicuri che Halloween in tutto ciò non c’entra, ma il mistero di Colautti potrebbe in fondo divertire anche i più scettici. A patto che non emergano risvolti penalmente perseguibili, quale banalità.

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