Cronaca Via dell'Istria

Pensionato arrestato per usura: prestava soldi a ludopatici e persone in difficoltà

L'indagine dei Carabinieri è partita da una denuncia di una vittima che non riusciva più a reggere il peso degli interessi: 15% al mese pari a 180% all'anno (quando la legge prevede il 17% massimo)

Si poneva come loro amico e intermediario di una persona che prestava soldi a chi ne aveva bisogno perchè inadatto al credito nei ciruciti bancari, ma in realtà li stava solo raggiurando poichè era lui stesso a prestare piccole e medie somme di danaro (circa 3 mila euro) a tassi da usura. Nella prima mattinata di oggi, 4 ottobre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di via dell’Istria hanno così arrestato G.F., pensionato originario di Palermo, 68enne, da tempo residente a Trieste in via dell'Istria, per il reato di usura continuata ed aggravata.

L’arresto è stato disposto con ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Trieste che, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha concordato pienamente con l’ipotesi investigativa formulata e gli elementi indiziari raccolti dai Carabinieri.

L’uomo, al termine di alcuni mesi di indagini serrate, è stato individuato quale «responsabile di aver preteso, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, interessi usurari in cambio di prestazioni di denaro da almeno due vittime accertate, entrambe triestine. Si tratta di persone che, per disperazione, si erano rivolte all’usuraio, subendo tassi usurari rispettivamente del 180% e del 120% annuo». La legge prevede che il tasso annuo massimo sia del 17%, mentre in questo caso le vittime (la denunciante è andata avanti per tre anni) riuscivano a pagare solo gli interessi, ma mai a intaccare il capitale: per diversi motivi il numero delle vittime di usura è "oscuro", infatti con il supporto dei media, i Carabinieri vogliono anche invitare le altre persone raggirate da G.F. a farsi avanti. 

Tra gli indizi di reità raccolti presso la casa di G.F., oltre 3.000 euro in contanti, 5 assegni non intestati del valore di oltre 6.500 euro, regolarmente firmati dalle vittime e verosimilmente detenuti per garanzia del credito vantato insieme a 1 carta di credito/bancomat, un libretto postale e un carta Postepay, 2 ricevute di vendita di 174,56 grammi di oro rilasciate da esercizi commerciali situati in Slovenia, per un incasso totale di 4.884 euro.

Le indagini come detto proseguono al duplice scopo di appurare l’esistenza di eventuali complici di G.F. e anche di altre vittime che, in reati di questo tipo, sono spesso restie a formalizzare la denuncia. L’arrestato, al termine delle formalità di rito (durante le quali è risultato che già nel 2001 era stato condannato per lo stesso reato), è stato associato alla casa circondariale di via Coroneo, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. 

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