Cronaca

Uti, Serracchiani e Panontin: «Percorso condiviso con i comuni»

La presidente Fvg: «Siamo a buon punto: stiamo lavorando con impegno per garantire l'avvio di ulteriori e fondamentali funzioni comunali, su tutte i servizi sociali, a decorrere dal primo gennaio»

«L'interesse della Regione è di costruire ponti non di scavare fossati, e quindi ben venga il dialogo auspicato da quei sindaci, come Carlantoni, che muovono da una base di partenza condivisa, qual è l'irrevocabilità del nuovo assetto territoriale. È un percorso che si è avviato molti mesi fa e, per la Regione, la porta rimane aperta». Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.

«Con la maggior parte dei Comuni la Regione ha intrapreso il percorso attuativo della legge istitutiva della UTI e con queste Amministrazioni - ha spiegato la presidente - siamo a buon punto: stiamo lavorando con impegno per garantire l'avvio di ulteriori e fondamentali funzioni comunali, su tutte i servizi sociali, a decorrere dal primo gennaio».

«In Friuli Venezia Giulia - ha aggiunto l'assessore regionale agli Enti Locali Paolo Panontin - abbiamo compiuto un'azione di recupero del ritardo accumulato in materia di unioni di comuni rispetto al resto d'Italia, dove sono più di cinquecento quelle funzionanti, coinvolgendo oltre tremila comuni e più di undici milioni di abitanti. Già questo solo fenomeno di intercomunalità a livello nazionale dimostra come sia improprio riferirsi alle UTI come a delle "mini-province": la nostra riforma ha una intrinseca razionalità e partecipa di una logica istituzionale più ampia».

«Nel corso del 2016 molti sono stati gli sforzi per aiutare e avvicinare le posizioni più distanti di quei Comuni riluttanti ad accogliere il processo di riforma. Il dialogo - ha sottolineato l'assessore - non è mai mancato, ha prodotto un'intesa sottoscritta anche dai vertici dell'Anci a giugno di quest'anno ed è stata tradotta in larghissima parte in norme di legge. Erano rimasti alcuni aspetti di criticità che abbiamo superato con la legge 164 approvata recentemente».

«Abbiamo spinto i Comuni a unirsi affinchè potessero rafforzarsi e salvare la loro identità. Proprio per questo - ha concluso Panontin - non abbiamo voluto compiere alcuna forzatura sulle fusioni spingendo invece sulle aggregazioni».

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