Cronaca

Vaccinazioni obbligatorie negli asili: passa la mozione in Consiglio

31 voti favorevoli, 3 astenuti e un solo contrario. L'assessore Brandi informa che è già stata avviata la procedura per inserire il criterio nei requisiti per l'iscrizione nelle strutture comunali e convenzionate

«Introdurre, sentito anche il parere dell'ospedale materno infantile Burlo Garofolo, dell'Azienda sanitaria, dell'ordine dei medici e dei pediatri di base, a prioritaria salvaguardia della salute pubblica ed in particolare a tutela della salute dei bambini che frequentano i servizi educativi della prima infanzia, il requisito di accesso delle eseguite vaccinazioni obbligatorie (considerando anche le deroghe per motivi di salute e religiosi, ndr) per l'iscrizione ai nidi d'infanzia comunali e convenzionati (circa 2000 bambini da 0 a 3 anni su 17 strutture, ndr)». Era questa la richiesta della mozione a firma firma dei consiglieri di Forza Italia Piero Camber (capogruppo), Alberto Polacco e Michele Babuder che impegna il sindaco e l'assessore all'Educazione Angela Brandi che ieri sera, lunedì 7 novembre, in Consiglio comunale ha risposto: «Mi spiace che nessuno dell’opposzione abbia voluto intervenire, avrei potuto farla propria perchè la condivido e mi sono già attivata per i contatti con Azienda sanitaria, Burlo e pediatri, ma avrei voluto sentire qualcosa da parte dell’opposizione: in ogni caso oggi in Giunta ho portato una deliberazione per modificare le regole di iscrizione ai nidi comunali». 

«In parte condivido quello che ha detto l’assessore, sul fatto di sentire l’opinione su un tema importante e siamo dispiaciaciuti che questa mozione sia stata considerata urgente e non sia stata data la possibilità di dibatterne in commissione - ha esordito il capogruppo del Movimento 5 stelle Paolo Menis -; anche perchè apprendiamo che questa è già stata avviata dall’assessore stesso. Capisco che i termini per accedere alle liste scadono a gennaio, ma vista la frequenza delle commissioni, credo che sarebbe stato il caso di convocarne una su questo tema delicato e tecnico che deve essere lasciato ai tecnici e persone competenti. Credo che imporre come criterio produrrà un effetto contrario, ossia quello di bambini con genitori contrari alla vaccinazione che andranno o nel privato o in strutture ad hoc per bambini non vaccinati (con il rischio di creare dei focolai). C'è il rischio poi di ricorsi amministrativi». 

«Gli interventi ci sarebbero stati in commissione - ha voluto sottolineare Giovanni Barbo (Pd) -, magari con esperti e tecnici a dire la loro».

«Si tratta di una legge dello Stato che va rispettata: credo che sia fantasia pensare alla creazione di lazzaretti - ha replicato Piero Camber (FI) -. Non capisco da dove potrebbero arrivare ricorsi amministrativi: dal fatto di far rispettare una legge? I bambini devono essere vaccinati nell’interesse di tutti e i pediatri già si sono espressi in merito. Prendiamo esempio della Regione Emilia-Romagna e il suo "intervento dall'alto"».

«Rispondo al richiamo dell’assessore Brandi: io non sono intervenuta perchè condivido lo spirito, ma mi sfugge l’intento della mozione dopo che l’assessore ha già dichiarato una delibera di Giunta», ha concluso il dibattito Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini). 

Il voto ha poi visto passare la mozione con 31 voti favorevoli, 3 astenuti, 1 voto contrario

L''assessore Angela Brandi aveva in precedenza illustrato i allarmanti dati relativi alle vaccinazioni sottosoglia del 95% (difterite 89.8%, tetano 91%, epatite b 89% e poliomelite 90.2%), «dovuto a diversi motivi, che vanno dalla cattiva informazione ai cambiamenti climatici, alla globalizzazione e alla mobilità».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vaccinazioni obbligatorie negli asili: passa la mozione in Consiglio

TriestePrima è in caricamento