Vaccinazioni obbligatorie negli asili nido comunali, Brandi: «Dati allarmanti»

Mozione urgente dei consiglieri di Forza Italia che, in caso di voto favorevole del Consiglio comunale, impegnerà l'assessore all'inserimento del requisito per l'iscrizione nelle strutture comunali e convenzionate

Il recente caso Tbc a Trieste ha di certo riacceso i riflettori sul tema della salute pubblica, in particolare dei bambini. Verte proprio su questo tema la mozione urgente a firma dei consiglieri di Forza Italia Piero Camber (capogruppo), Alberto Polacco e Michele Babuder che impegna il sindaco e l'assessore all'Educazione a «introdurre, sentito anche il parere dell'ospedale materno infantile Burlo Garofolo, dell'Azienda sanitaria, dell'ordine dei medici e dei pediatri di base, a prioritaria salvaguardia della salute pubblica ed in particolare a tutela della salute dei bambini che frequentano i servizi educativi della prima infanzia, il requisito di accesso delle eseguite vaccinazioni obbligatorie per l'iscrizione ai nidi d'infanzia comunali e convenzionati (circa 2000 bambini da 0 a 3 anni su 17 strutture, ndr)».

Il testo verrà esaminato nella seduta del Consiglio comunale di Trieste in programma mercoledì 26 ottobre, giorno in cui sarà presente in Aula anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Riteniamo opportuno che dalle prossime iscrizioni l'assessore possa disporre di uno strumento che le permetta di intervenire su questo tema - ha spiegato Piero Camber -. Prendiamo esempio della Regione Emilia-Romagna e il suo "intervento dall'alto". Si tratta di uno stimolo che forse poco serviva verso l'assessore Brandi già attiva in questo senso, ma vogliamo che venga da tutto il Consiglio comunale».

«Sul tema delle vaccinazioni obbligatorie, in accordo con Azienda sanitaria, Burlo, ordine dei medici e dei pediatri, si stava già lavorando - ha detto l'assessore Angela Brandi - anche in considerazione di una situazione che sta diventano allarmante con un sottosoglia del 95% (difterite 89.8%, tetano 91%, epatite b 89% e poliomelite 90.2%), dovuto a diversi motivi, che vanno dalla cattiva informazione ai cambiamenti climatici, alla globalizzazione e alla mobilità».

«Alla luce di ciò abbiamo pensato - ha proseguito Brandi - d'introdurre (a partire dalle prossime iscrizioni di gennaio, ndr) come requisito d'accesso l'obbligo di vaccinazione nei nidi comunali e convenzionati, perché queste malattie stanno ritornato e noi dobbiamo attrezzarci a tutela della salute pubblica». Dopo la mozione in Consiglio comunale, il requisito di aver assolto agli obblighi delle vaccinazioni obbligatorie, con eventuali deroghe per i bambini con particolari situazioni di salute (o religione), entrerà quindi con un'apposita delibera a far parte del regolamento per l'accesso ai nidi comunali e convenzionati.

Si tratta - è stato sottolineato a più voci nel corso della conferenza stampa dai consiglieri forzisti Babuder, Polacco e Manuela Declich - non di un'azione coercitiva ma di una presa di responsabilità sul problema, a beneficio della salute di tutti. Il Comune di Trieste è tra i primi, se non il primo, in Friuli Venezia Giulia ad avviare questo percorso, con l'auspicio che anche la Regione intervenga in questo senso.  

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