Vaccini obbligatori, il Tar respinge il ricorso dei genitori: obbligo per 9 mila bambini

Soddisfazione dell'assessore Angela Brandi: «Riconosciute le ragione del Comune volte a tutelare la salute dei cittadini, sopratutto i più fragili come i bambini»

Il Tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia ha respinto il ricorso presentato da due coppie di genitori contro il provvedimento che il Comune di Trieste, su indicazione del Consiglio comunale che si era espresso quasi unanime, va a introdurre nei regolamenti per l'accesso ai nidi comunali e convenzionati e alle scuole d'infanzia l'obbligo delle vaccinazioni contro difterite, tetano, epatite b e polio. 

angela brandi-4Soddisfazione dell'assessore comunale ai Servizi educativi Angela Brandi: «Il Tar ha riconosciuto le ragioni del Comune volte a tutelare la salute dei cittadini, soprattutto i più fragili, come i bambini dagli 0 ai 6 anni. Si tratta di una sentenza molto articolata emessa in soli 5 giorni, ma anche molto innovativa perchè, trattando una materia delicata, afferma che la situazione attuale vede il ripresentarsi di malattie che si pensava debellate, a causa della mobilità internazionale, l'ingresso di extracomunitari e il calo delle vaccinazioni. Così il Tar, come noi, ritiene che l’interesse individuale debba cedere il passo all’interesse collettivo».

«Un ringraziamento va all’Azienda sanitaria che, con il suo direttore generale Nicola Delli Quadri, si è costituita insieme a noi al Tar - aggiunge Brandi -, in appoggio alla tesi del Comune dal punto di vista tecnico-scientifico». 

Nei mesi scorsi, durante le varie discussioni in Commissione e Consiglio comunale (per valutare la mozione forzista Camber-Babuder-Polacco), era emerso che il Friuli Venezia Giulia è al penultimo posto per quanto riguarda le percentuali di vaccinazioni in Italia e Trieste è sotto anche il dato medio regionale: difterite 89.8%, tetano 91%, epatite b 89% e poliomielite 90.2%, mentre l'immunità di gregge viene mantenuta con percentuali superiori al 95%. 

Il provvedimento del Comune andrà dunque a coinvolgere circa 9 mila bambini tra gli 0 e i 6 anni che frequentano le strutture comunali e convenzionate. Trieste sarà quindi il primo comune d'Italia ad applicare questa novità. 

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