Cronaca

Vaccini obbligatori anche alle scuole materne: provvedimento interessa 4500 bambini

La delibera dell'assessore Brandi ora verrà discusso in commissione, poi dopo il parere delle circoscrizioni approderà in Consiglio: larga la maggioranza che aveva votato il provvedimento per gli asili nido

Dopo i nidi, anche le scuole materne comunali vedranno il loro regolamento modificato a favore di una maggiore copertura vaccinale dei bambini: infatti, com'era già stato preannunciato dall'assessore all’Educazione Angela Brandi nel corso del Consiglio comunale di lunedì 7 novembre, dov'è stata discussa la mozione presentata dai consiglieri forzisti Camber-Babuder-Polacco, dal prossimo gennaio, per iscrivere negli asili nido comunali e convenzionati, i genitori dovranno aver sottoposto ai «quattro vaccini obbligatori per legge» i figli (ossia le vaccinazioni antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e antiepatite virale B); questo ora varrà anche per i maggiori di 3 anni, ossia quelli delle scuole dell'infanzia ossia dai 3 ai 6 anni. 

Complessivamente saranno interessati 4.500 bambini, i cui genitori al momento dell’iscrizione a nidi e materne dovranno presentare una autocertificazione dell’avvenuta vaccinazione: sono 31 le strutture di asili nido (18 comunali e 13 convenzionati), mentre 30 sono le scuole dell’infanzi.

La delibera dell'assessore Brandi va come detto a modificare il Regolamento per l’accesso ai servizi educativi, aggiungendo appunto il requisito a quelli già previsti: ora passerà al vaglio delle commissioni competenti, arriverà il parere delle circoscrizioni, poi approderà in Consiglio comunale (ricordiamo che la mozione forzista ha ottenuto una larga maggioranza). Il tutto dovrà concludersi entro il 2016 cosicché il nuovo regolamento possa essere operativo dal 30 gennaio e fino al 10 di febbraio 2017 quando avvengono le iscrizioni agli asili nido e alle scuole dell’infanzia. L'autocertificazione presentata sarà poi oggetto di verifica presso gli uffici competenti dell’Azienda Sanitaria. Mentre saranno esonerati i bambini che, a causa di problemi di salute o familiari, non possono sottoporsi alle vaccinazioni.

L''assessore Angela Brandi aveva in precedenza illustrato i allarmanti dati relativi alle vaccinazioni sottosoglia del 95% (difterite 89.8%, tetano 91%, epatite b 89% e poliomelite 90.2%), «dovuto a diversi motivi, che vanno dalla cattiva informazione ai cambiamenti climatici, alla globalizzazione e alla mobilità».

«Non istituiamo un obbligo, ma rendiamo operativo un obbligo che esiste già per legge», ha più volte ribadito Brandi ricordando che fa parte di «un percorso che abbiamo condiviso e che stiamo portando avanti insieme all’Azienda Sanitaria, al Burlo, all’Ordine dei medici a tutela della salute pubblica».

Il Comune di Trieste è il primo in regione e tra i primi in Italia ad aver avviato questo percorso che in ambito nazionale ha visto muoversi finora le regioni Emilia Romagna e Toscana. 

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