Vaccini obbligatori 0-6 anni, Trieste prima città in Italia

Il Consiglio comunale approva a larga maggioranza (astenuti solo i 5 stelle) la delibera che impone ai genitori di far immunizzare i bambini per poterli iscrivere all'asilo o alle scuole materne comunali e convenzionate

«I dati pubblicati recentemente sul sito nazionale di epidemiologia rivelano che il Friuli Venezia Giulia è al penultimo posto (ultima la Basilicata) per quanto riguarda le percentuali di vaccinazioni e Trieste è sotto anche il dato medio regionale: difterite 89.8%, tetano 91%, epatite b 89% e poliomielite 90.2%. Abbiamo deciso di rendere attuale e attuativo un obbligo già previsto per legge, quindi non introduciamo una norma, ma solo l'applicazione perchè riteniamo che i vaccini costituiscono uno dei più potenti strumenti di prevenzione che la sanità pubblica ha a sua disposizione».

Nel Consiglio comunale di lunedì 28 novembre, l'assessore ai Servizi educativi Angela Brandi ha ribadito ancora uan volta la necessità di sensibilizzare, anche attraverso la delibera di giunta che introduce le vaccinazioni obbligatorie come criterio di accesso agli asili e scuole materne comunali e convenzionate (quindi per i bambini dai 0 ai 6 anni, circa 4000), i genitori poichè appunto i dati della nostra città e Regione sono di molto al di sotto della soglia del 95%, ossia quella che garantisce "l'immunità di gregge"

«Il regolamento che introduciamo consente ovviamente l'iscrizione ai bambini che a causa di pericoli concreti per la salute propria o famigliari conviventi non possano sottoporsi a vaccino oppure qualora non fosse disponibili i soli vaccini obbligatori (il caso di quello antidifterico che rientra nell'esavalente, ossia viene somministrato con quelli per la pertosse e meningite che non sono obbligatori, ndr) - ha ribadito Brandi -; per gli altri invece è prevista un'autocertificazione, noi comunque faremo le verifiche non a campione ma puntuali».

La delibera poi impegna l'amministrazione a delle campagne di sensibilizzazione nei confronti dei genitori affinchè si superi la «mala-informazione che ha generato questo crollo delle vaccinazioni», ha ribadito l'assessore Brandi sollecitata anche dalla capogruppo Pd Fabiana Martini.

Unanime è stato il voto favorevole alla delibera che porta Trieste a essere la prima città in Italia a introdurre questo requisito, ma proprio questo ha portato all'astensione da parte dei sei grillini che, dopo un primo parere favorevole in commissione «per un difetto di comunicazione tra me e miei consiglieri - ha spiegato il capogruppo Paolo Menis -; ci asterremo poichè vogliamo ribadire i nostri dubbi soprattutto in merito all'obbligatorietà come requisito d'accesso ai servizi educativi». 

Alla delibera poi sono stati poi presentati tre "ordini del giorno" come quello esposto dalla forzista Manuela Delich, poi accolto dall'assessore Brandi: «Il vaccino antidifterico rientra nell’esavalente, allora per questo motivo impegniamo il Comune a farsi parte attiva con le altre regioni per richiedere al Ministero il vaccino singolo»; a questo si sono aggiunti due dagli intenti simili, ma presentati uno dal Famulari-Barbo (Pd) e l'altro da Polacco (FI): il primo non accolto e bocciato dall'aula per una "dicitura non condivisa" mentre il secondo accolto dall'assessore; entrambi chiedevano, appunto in modi diversi, che una sensibilizzazione nei confronti della Regione e con Brandi che si augura che «anche la Regione Fvg si accodi al resto delle regioni che stanno dando il via alle norme in materia (dopo l'Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana e addirittura la Regione Veneto che in precedenza aveva eliminato l’obbligo e che ora ha accolto il grido d’allarme internazionale)».

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