Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Vajont, la Tragedia della Follia Umana

In occasione del cinquantunesimo anniversario della tragedia del Vajont, riproponiamo l'editoriale pubblicato un anno fa da Triesteprima

50° anniversario del disastro del Vajont; duemila vite (tra cui 5 triestini, fra i quali l'eroico ingegnere Giancarlo Rittmeyer che tentò fino all'ultimo di salvare più persone possibile) cancellate in pochi istanti, sacrificate per il male della follia umana

50 anni sono passati... erano le 22.39, del 9 marzo 1963, quando duecentosessanta milioni di metri cubi di roccia scivolarono nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont. Al pari del terremoto del Friuli del '76, la tragedia del Vajont è la più grande sciagura verificatasi nella nostra regione.

Ma se il disastro del terremoto non era prevedibile, quanto successo a Erto e Casso (con le tremende conseguenze per Longarone, la località veneta spazzata via da un muro d'acqua di trenta milioni di metri cubi) era "premeditato"; non dall'uomo o da un personaggio in particolare, ma dalla inquietante umana follia...

La follia umana che porta eminenti tecnici a dover/voler chiudere gli occhi davanti ad una catastrofe annunciata, che spinge imprenditori a calpestare impunemente i diritti della gente, che permette a semplici uomini di distruggere la vita di altri uomini per la sola sete di potere/vittoria/successo...

Questo è Vajont, storie di soprusi e violenze ai danni di una comunità, ai danni della natura, ai danni di Dio (per chi ci crede)...

Ma dopo i 2.000 morti, dopo le case polverizzate, dopo la geografia e la morfologia di quei luoghi modificata per sempre, la tragedia è continuata... Con la vigliacca posizione della politica, dei potenti, dei mezzi di informazione tutti pronti a coprire responsabilità cosi chiare...

E dopo il danno, come sempre in Italia, la beffa... prima con le "risibili" condanne ai colpevoli (targati Sade/Enel) di tanto dolo e poi con la cosiddetta "legge Vajont" che indegnamente permetterà a imprese ed aziende, assolutamente estranee alla tragedia, di "mangiarsi" ingenti contributi inizialmente destinati alle vittime del disastro...

E poi ancora la solita italica ignoranza... I ragazzi a scuola, ancor oggi, studiano almeno due volte le gesta romaniche della seconda guerra punica ma pressoché nulla sanno di Vajont, di Foibe e di altre tragiche realtà dei giorni nostri... Nascoste, camuffate e dimenticate perché scomode...

Allora ai nostri ragazzi consigliamo il dvd con il monologo "Vajont 9 ottobre 1963, Orazione Civile di Marco Paolini" oppure agli adolescenti facciamo vedere il film "Vajont" di Renzo Martinelli e, magari i più grandi, indirizziamoli alla lettura del libro di Tina Merlin "Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont"...

E per rinfrescarci la memoria, accompagnamoli in queste visioni e chiediamoci ancora una volta... Perché? Perché?? Perchè???

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