Cronaca

Beve veleno in aula dopo la condanna: morto l'ex generale croato Praljak (VIDEO)

L’ex generale delle forze croate di Bosnia ha ingerito del veleno dopo lettura della sentenza del Tribunale dell'Aja , che confermava la sua condanna a 20 anni. Per lui non c'è stato nulla da fare

Viene dichiarato colpevole per crimini di guerra e si suicida in diretta Tv, bevendo una fiala di veleno. È accaduto al tribunale dell'Onu, con sede all'Aja, dove il generale croato Slobodan Praljak ha messo in atto il gesto più estremo dopo aver udito la sentenza del tribunale internazionale per la Ex Jugoslavia: 20 anni di carcere per crimini commessi a Mostar Est.  Nello specifico, il militare è stato incriminato per aver ordinato la distruzione del ponte di Mostar nel novembre 1993, che per i giudici del primo processo aveva “causato danni ingenti alla popolazione civile musulmana”.

L'ex comandante delle forze croato-bosniache in Bosnia nella guerra del 1992-95, prima di bere il veleno (di cui ancora non si conosce la composizione chimica) ha pronunciato questa frase: «Slobodan Praljak non è un criminale di guerra e con sdegno respingo la sentenza».  Ad un tratto l'udienza è stata fermata dal grido del suo avvocato: «Il mio cliente ha detto che ha preso del veleno», e a quel punto è intervenuta l'ambulanza in elicottero, ma a nulla è valso il trasporto in ospedale e le cure profuse. 

Praljak aveva 72 anni ed era uno dei sei ex leader politici e militari croato di Bosnia ad essere ancora sotto processo, per i tre rimanenti croati bosniaci erano state quasi per intero confermate le condanne espresse in primo grado nel 2013. Kolinda Grabar Kitarovic, la presidente croata, ha interrotto una visita in Islanda e sta raggiungendo Zagabria.

Simbolo della devastazione della Bosnia durante la guerra, il ponte di epoca ottomana è stato ricostruito. Ma l’80% della zona orientale della città a seguito dei combattimenti fra croati e musulmani è stata distrutta. Nella sentenza, i giudici hanno parzialmente accolto l’appello di Praljak, dicendo che il ponte era stato un bersaglio militare legittimo durante il conflitto «E’ solo un vecchio ponte», Praljak disse nel 1993, senza mostrare alcuna comprensione per l’impatto emotivo che il ponte significava per i bosniaci di tutte le etnie. I croati e i musulmani di Bosnia erano alleati contro i serbi ma si sono combattuti per 11 mesi dal 1993-1994. Praljak comandò le forze croate di Bosnia note con l’acronimo Hvo dal luglio al novembre 1993.

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