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Mentre la politica litiga sui migranti e CasaPound, la situazione in Bosnia è precipitata (VIDEO)

L'ultima notizia in ordine di tempo risale a ieri 4 agosto quando a Velika Kladusa è stato sgomberato un campo profughi dove vivevano tra le 800 e le 1000 persone. Tutto nel silenzio dell'Europa e avallato dall'inadeguatezza della classe politica

 

Mezza Europa se ne sta in silenzio mentre centinaia di persone continuano a percorrere la Rotta balcanica a piedi o con mezzi messi a disposizione da passeur senza scrupoli. Nelle ultime settimane - ma per gli addetti ai lavori va avanti ormai da anni - la situazione nei Balcani e più precisamente in Bosnia, tra partenze, arrivi, sgomberi e riammissioni, è letteralmente precipitata. L'ultima notizia in ordine di tempo risale a ieri 4 agosto quando, a Velika Kladuša, un campo profughi è stato sgomberato con la forza, lasciando centinaia di migranti sulla strada. 

Il video: centinaia di migranti in strada

Le immagini contenute nel video che pubblichiamo, sono state diffuse via Facebook e poi sono state cancellate. Nonostante il recupero del video che mette in luce la situazione subito dopo lo sgombero, a far riflettere dovrebbe essere l'analisi scaturita dalla visione di queste stesse immagini. Il campo infatti sarebbe gestito da Iom, acronimo che sta per International Organization for Migration, grazie a finanziamenti di provenienza europea e prima dello sgombero, lì dentro vivevano tra le 800 e le 1000 persone. Dopo l'operazione quindi, centinaia di migranti pronti a partire verso i territori dell'Unione Europea, sono stati mandati lungo le strade. 

La questione che interessa a pochi

La Rotta balcanica è un problema che riguarda da vicino anche il Friuli Venezia Giulia, regione nella quale ieri si sono registrati alcuni gravi episodi di natura politica con oggetto proprio i migranti. Il blitz di Casapound, partito di estrema destra che ha fatto irruzione nell'aula del Consiglio regionale per denunciare le "scellerate" politiche sull'immigrazione della giunta Fedriga, ha seguito l'onda di indignazione per il commento "quattro taniche di benzina e forni crematori così non rompono più" (parole rivolte ai richiedenti asilo ospitati nell'ex caserma Cavarzerani di Udine), scritto su Facebook dall'ormai ex responsabile della Protezione Civile di Grado, Giuliano Felluga, silurato subito dopo dal sindaco Dario Raugna. 

Il mondo si è dimenticato dei Balcani molto tempo fa

Due episodi che si inseriscono nel clima rovente che ormai infiamma la discussione sul silente fenomeno migratorio che ha come punto d'arrivo il Friuli Venezia Giulia. Se a Roma e Bruxelles tutto sembra tacere (il premier Conte ha menzionato gli sbarchi in Sicilia, forse dimenticandosi della situazione a due passi da Trieste, e il ministro Lamorgese ha fatto sapere che per il momento non ci sarebbe la necessità di chiudere i valichi secondari con la Slovenia ndr), in Bosnia la situazione appare sempre più simile ad un vero e proprio colabrodo.

Nonostante il centrodestra agiti lo spauracchio dell'emergenza, chiedendo a gran voce azioni decise da parte dell'esecutivo romano, e le opposizioni gridino agli scandali squadristi e al licenziamento del leader di CasaPound, per gli addetti ai lavori e i conoscitori della Storia europea l'assenza di soluzioni nei confronti del fenomeno migratorio che parte dalla Bosnia appare come un dato di fatto dai connotati quasi banali: il mondo intero, infatti, si è scordato dei Balcani molto tempo fa. 

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