Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Muggia

Ventun anni dalla Morte del Giudice Paolo Borsellino e della sua Scorta. Ricordato Oggi l'Agente Triestino Eddie Walter Cosina

Questa mattina, presso il Duomo di Muggia, il cappellano provinciale della Polizia di Stato, don Paolo Rakic, ha officiato una Santa Messa di suffragio in ricordo dell’Assistente Eddie Walter Cosina, componente della scorta del giudice Paolo...

Questa mattina, presso il Duomo di Muggia, il cappellano provinciale della Polizia di Stato, don Paolo Rakic, ha officiato una Santa Messa di suffragio in ricordo dell'Assistente Eddie Walter Cosina, componente della scorta del giudice Paolo Borsellino, ucciso in servizio a Palermo il 19 luglio 1992.
Al termine del rito religioso, al quale hanno partecipato, oltre ai famigliari di Cosina, il Questore Giuseppe Padulano, le massime autorità amministrative cittadine e una rappresentanza dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato con il labaro, è stata deposta sulla sua tomba una corona presso il cimitero di Muggia.

Da Wikipedia:


EDDIE WALTER COSINA
Nasce a Norwood, in Australia, da una famiglia di origine triestina emigrata nel dopoguerra.[1]
A metà degli anni 1960 la famiglia ritorna in Italia, a Muggia.
A ventuno anni rimane orfano di padre e rinuncia al corso per far parte della polizia giudiziaria.
Nel 1983 entra nella Digos, mentre a partire dal 1990 fa parte del nucleo anti-sequestri e in seguito prende servizio presso la divisione anticrimine.[1]
Dopo la Strage di Capaci, la carenza di agenti di scorta in Sicilia aumenta la richiesta in tutta Italia, e Cosina accetta di spostarsi a Palermo.
Nel maggio del 1992 fa richiesta per entrare nella direzione investigativa antimafia.[2]
Non essendo in servizio, il 19 luglio, un collega giunge da Trieste per dargli il cambio.
Cosina lascia però riposare il collega e decide di prendere servizio nel suo posto di agente di scorta per Paolo Borsellino.[1]
Rimane ucciso durante la Strage di via d'Amelio a Palermo,[3] lasciando la moglie Monica[4]; con lui persero la vita, oltre a Paolo Borsellino, i colleghi Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.[3]
Onorificenze
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Preposto al servizio di scorta del giudice Paolo Borsellino, pur consapevole dei gravi rischi cui si esponeva a causa della recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell'ordine giudiziario e delle Forze di Polizia, assolveva il proprio compito con grande coraggio e assoluta dedizione al dovere. Barbaramente trucidato in proditorio agguato di stampo mafioso, sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle Istituzioni.»
- Palermo, 5 agosto 1992[5]

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