Lunedì, 15 Luglio 2024
Sul caso della "questura degli orrori"

Questura degli orrori, il Sap sui fatti di Verona: "Noi per le bodycam da sempre"

Il segretario provinciale del Sindacato autonomo di base di Trieste Lorenzo Tamaro interviene nel dibattito creatosi attorno ai gravi episodi che hanno portato all'arresto di cinque poliziotti nel capoluogo scaligero. "Gli apparati per le registrazioni audio video sono un ottimo strumento di controllo per tutti, sia per i cittadini che per gli operatori di polizia"

TRIESTE - "Il SAP è sempre stato per la trasparenza assoluta, infatti da oltre 10 anni sta lottando per dotare di bodycam e telecamere gli agenti e gli uffici di polizia. Già nel 2013 avevamo iniziato la nostra campagna “Verità e Giustizia” per le “Spy Pen” che in molti ci criticavano. Gli apparati per le registrazioni audio video sono un ottimo strumento di controllo per tutti, sia per i cittadini che per gli operatori di polizia. E’ fondamentale avere un “film“ completo di un evento in modo da non permettere manipolazioni o parziali verità evitando quindi oltre che abusi nei confronti di qualcuno, false accuse contro i poliziotti, come spesso accade". A dirlo, prendendo posizione sui gravi fatti che nei giorni scorsi a Verona hanno portato all'arresto di cinque poliziotti in forza alla questura scaligera, oltre ad uno scandalo istituzionale sul quale è intervenuto anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, è il segretario provinciale del Sap Lorenzo Tamaro.  

Seimila operatori di polizia indagati

"I fatti di Verona - scrive Tamaro - se accertati sono assolutamente gravi; se commessi non possono essere tollerati e vanno giustamente perseguiti. Siamo ancora nella fase delle indagini e quindi serve sempre la massima cautela nel pronunciare sentenze finché non si arriverà al giudizio. Non si criminalizzi però tutto l’apparato che grazie alla fiducia accordata dalla Procura ha saputo dimostrare, anche in questa occasione con le indagini delegate alla Squadra Mobile, la dovuta trasparenza e senso di giustizia raccogliendo gli elementi che hanno determinato l’emissione delle misure". Secondo Tamaro, che cita una "recente inchiesta", in Italia sono circa 6000 gli operatori di polizia indagati per fatti di servizio. "I condannati - rimarca il segretario del Sap - sono una parte molto esigua e per gli innocenti resta un calvario giudiziario e mediatico fatto anche di spese da sostenere". 

Strumentalizzazioni contro un'intera categoria

Per questo motivo, riprendendo una "battaglia" iniziata diversi anni fa e puntando il dito contro "chi strumentalizza fatti come quelli di Verona per screditare un’intera categoria", il Sap sottolinea l'importanza delle Spy Pen. "Le telecamere sono uno strumento moderno a differenza dei codici identificativi sulle divise che sono ormai desueti e che espongono gli operatori a false denunce e mettono a rischio perfino la loro incolumità. Purtroppo qualcuno non ha mai voluto sostenere questa operazione di “verità e trasparenza” forse perché ha interesse ad agire nel torbido".

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