Cronaca

Seleco da Milano a Trieste, l’ad: «Centro di un crocevia terra-mare importantissimo e unico»

Il presidente Pannella e l'ad Latella sono stati ricevuti dal sindaco. Dipiazza: «Ringrazio la Regione e Zeno D'Agostino»

«Abbiamo lavorato come matti per un anno e mezzo, oggi arriva la Sèleco, non solo come azienda produttrice, cosa di per sé già importante ma anche, nel prossimo futuro, come impresa di ricerca. Tengo molto ai giovani e questa sarà una grande opportunità anche per loro. Ringrazio la Regione e il presidente Zeno D'Agostino, i risultati dimostrano come sia essenziale lavorate tutti insieme». Così il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza al temine dell'incontro, svoltosi oggi (mercoledì 11 ottobre) nel salotto azzurro del municipio, dove ha ricevuto e dato il benvenuto al presidente di Sèleco S.p.A. Maurizio Pannella e all'amministratore delegato Aurelio Latella.

«È uno dei primi investimenti che stanno arrivando in Porto Vecchio. Abbiamo raggiunto il primo obiettivo: lavoro, lavoro, lavoro, cioè investitori e investimenti. Ed oggi - ha concluso Dipiazza - è il primo importante passo». I vertici di Sèleco hanno quindi illustrato la scelta di trasferire a Trieste da Milano e dalla Lombardia la sede legale e l'attività dell'azienda. «Mentre tante realtà delocalizzano - ha detto il presidente Pannella - vogliamo dimostrare che si può fare produzione anche dall'Italia».

L'amministratore delegato Latella ha invece sottolineato i passi fatti per mettere a sistema tutte le risorse aziendali e per trasformare questa attività in economicamente interessante: «La scelta è dovuta dall'offerta di tutto il territorio triestino -, dal lavoro fatto da una classe politica (Regione e Comune) capace di operare insieme e di mettere a disposizione delle aziende queste opportunità, senza dimenticare che la città si trova al centro di un crocevia terra-mare importantissimo e unico».

«La scelta fatta - ha detto ancora Latella - ha reso pubblica l'esistenza di un Punto Franco Vecchio del sistema Trieste che sta veramente interessando moltissime altre iniziative. L'idea è di fare questo tipo di sforzo, in modo molto pratico e concreto, una sorta di “alambicco”, per dimostrare che in Italia si può fare qualcosa di diverso».

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