Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Covid nelle case di riposo: Crepaldi consola gli anziani e tira le orecchie alla politica

La lettera del Vescovo indirizzata agli operatori e addetti alle case di riposo, alle case di accoglienza, ai servizi verso le persone

Foto Aiello

Il Vescovo Crepaldi ha scritto una lettera indirizzata agli operatori e addetti alle case di riposo, alle case di accoglienza e ai servizi verso le persone nella quale esprime la sua "vicinanza in questo tempo così difficile e doloroso a causa del coronavirus".

"Mi giungono notizie molto serie e preoccupanti - scrive nella lettera - circa la salute di moltissimi operatori e addetti alle nostre case di riposo, alle case di accoglienza, ai servizi verso le persone, che operano a contatto con le categorie più deboli della nostra società: anziani, ammalati, poveri, emarginati, migranti". Crepaldi quindi aggiune che "relazionarsi con queste persone risulta essere ancora più difficile in questo momento". Per il Vescovo è difficile servirle in pienezza, "quando si deve fare i conti con la paura di mettere realmente la propria vita a rischio di contagio o di mettere noi stessi a rischio di contagiare gli altri". È difficile servirli in pienezza "quando si percepisce che l’impegno profuso non è sempre valorizzato e supportato adeguatamente dalle pubbliche Istituzioni o dalla solidale attenzione della società civile".

Seguono le parole che il grande Re Davide diede a suo figlio Salomone in occasione della sua chiamata alla costruzione del Tempio di Gerusalemme: “Sii forte, coraggio; mettiti al lavoro, non temere e non abbatterti, perché il Signore Dio, mio Dio, è con te. Non ti lascerà e non ti abbandonerà finché tu non abbia terminato tutto il lavoro per il tempio” (1Cr 28,20). Parole che "sgorgano direttamente dal cuore del Signore" e che in questi tempi così complicati si cerca conforto. "Esse - conlude - ci assicurano che il Signore non ci abbandonerà".

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