Martedì, 23 Luglio 2024
In via Calpurnio / Cologna - San Giovanni / Via Calpurnio

Ipotesi abusivismo, polizia e forestale sequestrano area in zona università

L'area posta sotto sequestro dal Nucleo di polizia edilizia della polizia locale di Trieste è quella tra clivo Artemisio e via Calpurnio. Il proprietario dell'area si difende: "Il deposito attrezzi condonato all'inizio degli anni Novanta". Al momento l'ipotesi è legata al reato di abusivismo. "Ho dato mandato al mio legale di richiedere il dissequestro"

TRIESTE - Il Nucleo di polizia edilizia della Polizia locale di Trieste assieme al Corpo forestale ha posto sotto sequestro un'area di proprietà di un privato nei pressi di via Calpurnio, della superficie di diverse centinaia di metri quadrati. I sigilii sono stati applicati all'inizio del mese, ma la notizia è emersa solamente il 20 giugno. Il nastro bianco e rosso presente, a sprazzi, lungo il perimetro dell'area sequestrata è infatti manifestazione concreta della decisione delle autorità. Di preciso ancora si sa poco, ma secondo quanto si apprende la contestazione sarebbe legata ad un'ipotesi di reato di abusivismo, a causa di un deposito attrezzi e di alcuni lavori che non avrebbero rispettato la normativa sulla paesaggistica in un'area boschiva. La zona è quella tra clivo Artemisio e la stessa via Calpurnio, nel rione di Cologna alta, poco distante dalla zona dell'università.

I lavori e il sequestro

La persona raggiunta dal provvedimento di sequestro è proprietaria dell'area da molti decenni e, raggiunto telefonicamente da TriestePrima, sostiene di essere in possesso dei documenti che attestano il condono del deposito attrezzi. La misura sarebbe stata chiesta ed ottenuta dai precedenti proprietari, all'inizio degli anni Novanta del secolo scorso. "Ho ristrutturato il tetto" ha fatto sapere il proprietario a chi scrive. L'altra questione giudiziaria riguarda invece alcuni lavori realizzati nell'area boschiva contigua che, secondo il rilievo della forestale, avrebbero incontrato delle criticità proprio sulla paesaggistica, con il taglio di alberi (come sostenuto dal proprietario) che non sarebbe stato svolto a norma di legge. Per questo motivo, le questioni emerse sarebbero distinte, ma parte di un unico sequestro penale. Sul caso poi peserebbero, anche se le persone coinvolte preferiscono non commentare, anche e soprattutto i rapporti personali tra residenti.   

La segnalazione e l'arrivo dell'autorità

Proprio da una delle parti in questione sarebbe partita la segnalazione volta a richiedere alle autorità l'analisi della situazione e delle opere messe in atto dal proprietario dell'area. I sopralluoghi della polizia locale e della forestale sarebbero stati più d'uno, nel corso dell'ultimo periodo. Da qui, dopo i controlli, il sequestro dell'area con conseguente interruzione forzata dei lavori. Il proprietario ha dato mandato al proprio legale di richiedere il dissequestro dell'area. Nel caso si inserirebbe, tra i casus belli, anche la vendita di una particella del terreno adiacente all'area sequestrata ed in qualche modo finita anch'essa nella contesa. 

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