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"San Giusto come Montmartre": il progetto di Futura ridisegna via della Cattedrale

La proposta di un progetto per realizzare un vero e proprio itinerario archeologico, con zone a traffico limitato e un nuovo parcheggio da oltre 60 posti, immaginando la mutazione dell'area a favore dei triestini e dei turisti

Una delle più antiche vie del centro storico di Trieste trasformata come Montmartre. L’ultima proposta in ordine di tempo di Futura ridisegna il futuro della vecchia zona di Caboro, quella che per intenderci va dalla scalinata antistante la chiesa di San Giusto e si spinge verso piazza Barbacan ndr, andando a rivoluzionare completamente l’area. Il paragone con uno dei luoghi più affascinanti di Parigi è forse azzardato, ma secondo l’ingegner Francesco Cervesi “l'operazione consentirebbe di liberare il tratto di via della Cattedrale e farlo diventare un vero e proprio itinerario archeologico”.

"L'uovo di Colombo"

Rivoluzionare l’area interessata dalla visione dei bandelliani è, nonostante uno studio approfondito nei minimi particolari, operazione ambiziosa. Si tratterebbe infatti cambiare il volto di una zona puntando alla creazione di una sorta di bretella ad uso e consumo sia della cittadinanza che dei futuri turisti. Il confronto avanzato da Futura è quello con l’ormai celebre ponte Curto che, dopo la sua posa, ora collega due zone del borgo Teresiano fino a quel tempo scollegate. “Il progetto – ha spiegato Cervesi – ha l’obiettivo di collegare la zona della cattedrale con il giardino di via San Michele e la campagna Prandi, sgomberando le macchine che qui vengono parcheggiate e deviando la loro presenza in un park sotterraneo da realizzare sotto il terrapieno del ricreatorio Toti, nei pressi di piazzetta san Cipriano”. L'area diventerebbe una Zona a Traffico Limitato.

I soldi: quanto verrebbe a costare? 

Un investimento di poco meno di cinque milioni di euro (due da destinare ai lavori di via della Cattedrale e altri due per il cantiere del parcheggio ndr), capace di “liberare” il versante del colle dalle “consuete sessanta, settanta macchine che qui ogni giorno vengono posteggiate”, così Bandelli. Ai residenti che potrebbero "salire sulle barricate", Futura risponde indicando una soluzione precisa: “Il parcheggio dovrà fornire loro delle tariffe agevolate”. L’operazione sembra non avere controindicazioni, suggeriscono gli esponenti guidati da Bandelli che alzano la posta elencando i punti di forza dell'idea. “Questo progetto, nella logica del superamento di tempi incerti per quanto riguarda i cantieri e nella disponibilità delle risorse nel bilancio comunale, potrebbe supportare il lavoro di ditte triestine, il cui risultato sarebbe in grado di dare un significativo contributo alla valorizzazione turistica, culturale ma anche economica della città. Inoltre, le ricadute complessive sul territorio sono quantificabili nel medio-lungo periodo, regalando una prospettiva di cambiamento a tutta Trieste". 

Il progetto per la città

Anche l’archeologia romano-medioevale nel sottosuolo del versante sud-occidentale del colle di San Giusto è stata oggetto di studio: “Si conoscono i punti esatti dove ci sono tracce del passato – ha concluso Cervesi – e quindi il lavoro del Comune e della Soprintendenza non risentirebbe della loro presenza. Inoltre, oggi disponiamo di strumentazioni e di software capaci di mappare con assoluta precisione tutto ciò che sta sotto la superficie”. Il disegno di Futura alle prossime elezioni resta quello di “correre per vincere, non ci accontentiamo” fanno sapere. Tuttavia, le stime basate sulla tradizione politica degli ultimi anni e in virtù di una necessaria dose di realismo, non concedono al sodalizio previsioni di vittoria, né pole position particolari. Il progetto di San Giusto però, non sembra essere irrealizzabile e potrebbe regalare la suggestione di una rivoluzione urbana dai toni concreti. “L’impegno civile – hanno concluso – ci porta ad immaginare idee che possano servire a Trieste. Se non dovessimo riuscire a governare, questo progetto sarà a disposizione di chi guiderà la nostra città”. 

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