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Via Mazzini, FareAmbiente: «Finta pedonalizzazione»

Molto critico il coordinatore di FareAmbiente Giorgio Cecco nell'incontro odierno con i soci del movimento FareAmbiente, sulla situazione di degrado delle strade e dei marciapiedi di Trieste. «Tanto degrado ma negli ultimi anni nulla è stato fatto, pochi rattoppi e inutili segnali di pericolo»

Dura disamina del coordinatore di FareAmbiente Giorgio Cecco «Teste degrado strade e marciapiedi, il Comune acceleri i lavori. Perplessità su via Mazzini per finta pedonalizzazione».

Continuando poi nella nota: «Il Comune acceleri i lavori per la manutenzione di strade e marciapiedi - così si è espresso il coordinatore di FareAmbiente Giorgio Cecco nell'incontro odierno con i soci del movimento – il piano triennale prevedeva l'inizio del primo lotto già in aprile, siamo presto in giugno, ovvero quando era previsto il secondo step e poco o nulla si è visto. Tante le segnalazioni che riceviamo dai cittadini per il degrado e la pericolosità per i pedoni sui marciapiedi, in particolare le difficoltà per disabili anziani e mamme con carrozzine e sulle strade soprattutto per i motociclisti – ha sottolineato Cecco. Negli ultimi anni nulla è stato fatto in tal senso, solo pochi rattoppi e posizionamento di inutili segnali di pericolo, che ormai fanno arredo fisso.»

«Resta la perplessità sulla finta pedonalizzazione di via Mazzini – ha dichiarato inoltre il responsabile del movimento ecologista, supportato dal responsabile scientifico l'urbanista Ailberto Rutter – con il disagio per lo spostamento della linea preferenziale del servizio pubblico e lo spostamento di tutto il traffico veicolare su altre vie con rischio intasamenti e aumento dell'inquinamento».

Presente anche il consigliere comunale Lorenzo Giorgi, socio del sodalizio, che ha evidenziato la convinzione che quella di via Mazzini è una falsa pedonalizzazione, spiegando l'iter nel Consiglio Comunale.

«Meglio mantenere il passaggio e le fermate degli autobus in essere se non si ha il coraggio e le risorse per ampliare più possibile le aree pedonali, che noi immaginavamo con un supporto eventualmente di navette elettriche, in particolare per l'utenza con difficoltà di deambulazione o per chi deve raggiungere il posto di lavoro », ha concluso Cecco.

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