Vienna-Sardegna, passando per Trieste: il viaggio di Mattia si conclude a Nuoro dopo 3.750 km

Dopo essere partito da Vienna, il 32enne fotografo di origini sarde è riuscito ad attraversare l'Italia e raggiungere la sua amata Sardegna

Foto Giovanni Aiello

Sono 3.750 i chilometri percorsi in bicicletta da Mattia Orrù, 32enne sardo che l'8 giugno ha deciso di attraversare tutta l'Italia. Tra le tappe, ricordiamo anche quella di Trieste. Partito da Vienna, dove attualmente vive, Mattia ha raggiunto e completato anche l'ultima tappa, Nuoro. Lo abbiamo contattato telefonicamente per scoprire com'è andato il viaggio.

Il viaggio

"Da Roma in giù è stata tutta una grande scoperta - ci racconta Mattia -. Vedere la capitale in bici è diverso perchè l'attraversi dall'esterno all'interno, vedendo la morfologia della città cambiare. Anche Napoli mi è rimasta impressa per le sue vibrazioni positive. E' una città caotica, ma piena di sorprese. D'altronde è il caos che ti permette di avere possibilità”. "Quando ho raggiunto lo Stretto di Messina - continua - mi sono reso conto di aver fatto tutto quel percorso. I soliti confini regionali li passi senza accorgertene. Lì il confine è il mare. Mi sono fermato, ho riflettuto: è stato quello il momento in cui mi sono guardato indietro"

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Alla ricerca dell'identità perduta

Trentacinque tappe però non sono state solo un percorso fisico ma qualcosa di più ovvero un modo per ritrovare qualcosa che Mattia pensava di aver perso: l'identità italiana e il legame con la sua terra: "Questo viaggio è stato un processo astratto grazie al quale mi sono riappropriato delle mie origini e del mio Paese, l'Italia. Quando mi sono trasferito a Vienna, sono andato via con la rabbia, un senso di delusione e stanchezza, quel sentimento caratteristico di una generazione che non vede realizzate le proprie aspettative. Tornare qui e rivedere la mia terra è stato un processo di riappacificazione e accettazione. Difficilmente si cambia. L'identità resta come un'impronta fatta di odori, ricordi, situazioni".

Diario e fotografie

Mi sarebbe piaciuto arrivare a Trieste percorrendo la Costiera con il sole in faccia e vedere in lontananza il Faro della Vittoria risplendere sopra Barcola, ma, come sapete, ero invece bagnato fradicio e coperto di sudicio. Per fortuna il giorno successivo il sole splendeva alto nel cielo e sono potuto andare in pellegrinaggio negli angoli della città a me più cari. In inverno il mio posto preferito era il molo Venezia, dove mi lasciavo scorrere il vento addosso, ipnotizzato dal ritmico battere delle drizze sugli alberi delle barche in porto. Per alcuni questo rumore è insopportabile, mentre per me era come un mantra che aiutava a svuotare la testa.

In un viaggio sono importanti anche i ricordi ed è per questo che chi vuole tenerli stretti inizia un diario. Le righe riportate sopra fanno parte della pagina dedicata a Trieste, scritte durante la sua permanenza nella nostra città. Ma le parole non bastano ed ecco nascere anche una piccolo diario fatto di immagini che potete ammirare sul suo profilo Instagram (https://www.instagram.com/mattiaorru_). Sono foto che per lo più ritraggono paesaggi perchè, a detta di Orrù, "hanno un ritmo di cambiamento più lento".

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