Villa Manin riapre con "Angiolino", la prima mostra post Covid

Una testimonianza straordinaria sul modo in cui la Seconda guerra mondiale venne vissuta e raffigurata da un giovane friulano interprete, a suo modo, di sentimenti popolari, vivi e diffusi

Ricomincia con un’esposizione dedicata alle tempere di Angiolino, straordinario pittore autodidatta del ‘900 friulano, l’attività espositiva di Villa Manin a cura dell’ERPAC, Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Comune di San Giorgio di Nogaro.

"Una produzione sterminata... io spero che questa mostra dia il là per altre iniziative. Trovo molto bella questa collaborazione tra l'Erpac e il Comune: credo che sia una mission dell'Erpac quella di valorizzare ciò che i Comuni posseggono o, nel caso del Comune di San Giorgio di Nogaro, hanno in comodato gratuito. Sono beni culturali che devono essere catalogati ed essere messi a disposizione. Tra l'altro, le tempere di Angiolino sono oggetto di un'Università inglese", ha dichiarato il curatore della mostra Dino Barattin.

La mostra

Le tempere di Angiolino, imbianchino, ferroviere, pittore così appassionato da accompagnare ogni suo dipinto con una storia, costituiscono un grande affresco che ci racconta gli orrori della guerra e come questi siano stati vissuti da un giovane che ha voluto trasferire sulla carta le sue emozioni e la sua adesione agli ideali di libertà e democrazia. Un caso speciale e unico a livello nazionale per l'energia creativa e la passione sottese alla realizzazione di queste opere che rappresentano un inno alla pace.

“Questa mostra mi incuriosisce molto – ha commentato l’assessore regionale alla cultura Tiziana Gibelli - e sono qui oltre che in veste ufficiale anche come visitatrice. Ringrazio molto chi ha lavorato per il riavvio delle attività espositive in regione. Ho chiesto a tutti i soggetti di produzione culturale della regione di osare tenendo presente le necessarie cautele per la salute di tutti e cominciare a riavviare il contatto con tutti”.

Le opere

Le opere proposte sono state da alcuni paragonate a degli ex-voto: certamente si possono ascrivere ad un’arte autenticamente popolare, ma se si osserva con attenzione il disegno, l’uso dei colori fa percepire un grande movimento delle forme, che riescono persino a far sentire le urla dei naufraghi, il crepitare delle mitragliatrici, l’assordante boato di un bombardamento. Sono tavole che riescono a non lasciare indifferenti chi le guarda.

Ad illustrare le opere saranno mantenute le didascalie originali, compilate dallo stesso Angiolino, che ci raccontano di battaglie sul mare, di bombardamenti di paesi e città e di vari episodi della lotta partigiana in Friuli. Nella sua fantasia, le letture di romanzi di avventure si mescolano con i racconti dei marinai e con episodi da lui vissuti personalmente: le immagini proposte, ricche di inventiva e di grande immediatezza espressiva, che si possono leggere come una grande storia collettiva a fumetti, una sorta di originale graphic novel.

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La mostra non vuole essere una storia illustrata della Seconda guerra mondiale, ma una testimonianza straordinaria sul modo in cui la guerra venne vissuta e raffigurata da un giovane friulano interprete, a suo modo, di sentimenti popolari, vivi e diffusi.

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