Cronaca

Violenza sulle donne: Vito in visita all'associazione S.O.S. Rosa Onlus di Gorizia

«Dal 1 gennaio già 46 donne hanno fatto richiesta di aiuto all'associazione»

Sara Vito

«La violenza sulle donne non è un fenomeno recente, ma oggi se ne parla frequentemente per gravi fatti di cronaca: in occasione della Giornata internazionale della donna
sono particolarmente onorata di fare visita alla sede di un'associazione che da anni è punto di riferimento in particolare per la provincia di Gorizia e che, grazie all'appassionato lavoro delle sue volontarie, rappresenta un supporto importante e anche un esempio per tutta la comunità regionale».
Lo ha affermato l'assessore regionale Sara Vito incontrando, in occasione dell'8 marzo, vertici e volontarie dell'associazione S.O.S. Rosa Onlus nella sede di via Diaz a Gorizia.

«L'associazione - ha ricordato la vicepresidente Francesca Buaran - nasce alla fine degli anni novanta e nel 2002 è stata riconosciuta dalla Regione come Centro anti- violenza».

«Negli anni è andata assumendo crescente importanza ed oggi rappresenta un riconosciuto luogo d'ascolto e sostegno, un porto sicuro per la popolazione femminile che si trova a vivere, o ha vissuto in passato, situazioni di violenza di genere», ha commentato Vito.
Il Centro è gestito da operatrici donne, quasi tutte volontarie, con diverse professionalità ed offre gratuitamente colloqui di accoglienza, di sostegno psicologico e consulenze legali informative per costruire percorsi di fuoruscita dalla violenza incentrati sui bisogni e le necessità della donna vittima.

In occasione della visita sono stati ricordati all'assessore i dati relativi al 2016 del solo Centro antiviolenza di Gorizia, che registrano 115 donne accolte, di cui 62 prese in carico per la prima volta; 94 donne italiane e 21 donne straniere, che appartengono a diverse nazionalità (Algeria, Romania, Russia, Brasile, Cuba, Bulgaria, Albania, Ucraina, Marocco, Moldavia, Bosnia, Bolivia, Tunisia, Slovenia).
Le forme di violenza denunciate dalle donne, con età media sui 46 anni, che hanno avuto accesso al centro sono psicologica (106 casi); fisica (73 casi); sessuale (16 casi); economica (28 casi) stalking (12 casi). Ne è autore quasi sempre il partner o ex partner (compagno o marito).
«Dal 1 gennaio 2017 a oggi sono già 46 le donne che hanno fatto richiesta di aiuto all'associazione: si tratta di un dato che fa capire come questa realtà sia importante», ha commentato Vito, assicurando il sostegno della Regione.

Tra gli obiettivi principali dell'associazione, tra l'altro, c'è quello della prevenzione  - in particolare con iniziative nelle scuole superiori di primo e secondo grado - per eliminare i pregiudizi e promuovere una cultura basata sul rispetto e sul riconoscimento del reciproco valore di maschi e femmine.
Per i casi più gravi che comportano un rischio per la vita della donna (ed eventuali minori), l'associazione dispone del Servizio di Residenzialità Temporanea, denominato "Una casa per ricominciare", ad indirizzo segreto, adibita alla protezione primaria fintanto che la situazione di emergenza non viene risolta e che nel 2016 ha ospitato 5 donne e 3 figli minori.

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