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Vite al limite in Porto Vecchio: adulti e bambini vivono tra rovine, giacigli e latrine (FOTO)

Una coppia durante la Miramar ha notato un'apertura nella recinzione e ha curiosato: è nata così la pagina Facebook "Emarginazione in Porto Vecchio a Trieste"

In attesa della partenza dei lavori di riqualificazione (con i 50 milioni stanziati dal Cipe) e l'arrivo di multinazionali e investitori, c'è chi ha già cominciato a popolare il Porto Vecchio di Trieste. Si tratta di persone senza fissa dimora, evidentemente in condizioni disperate, ma quello che preoccupa di più sono alcuni giocattoli che fanno intuire la presenza anche di bambini. 

A effettuare l'amara scoperta è stata una coppia di triestini impegnati ieri, domenica 6 maggio, nella Miramar (la corsa ex Bavisela) che appunto prevedeva il passaggio nell'antico scalo. «Io e mio marito già l'anno scorso abbiamo visto persone aggirarsi all'interno del Porto Vecchio e dileguarsi attraverso qualche varco. Oggi in combinata con la corsa cittadina abbiamo notato una griglia aperta e ci siamo infilati dentro. Non c'era nessuno in quel momento presente all'interno del capannone. Era lampante che se ne fossero andati in attesa della fine della gara». Così, dal reportage effettuato, è nata la pagina Facebook "Emarginazione in Porto Vecchio a Trieste".

«La "presenza" è di certo attiva, le cipolle erano fresche così come era chiusa la tenda di campeggio all'interno», spiegano ancora i fondatori della pagina Facebook. «È gente disperata, sicuramente - continuano -. Non abbiamo visto alimentari forniti dalla Cee oppure altri indizi che riportino alla Caritas. Il fetore era parecchio forte e mi ha colpito la presenza di scatole vuote di cibo per cani e gatti. La scena era quasi surreale, fuori intere famiglie che correvano sorridenti e dentro la desolazione più totale».

Già in passato avevamo effettuato servizi su questo tipo di situazioni pericolose in particolare per la salute degli adulti, figurarsi per dei bambini. Dopo uno sgombero, l'Autorità portuale aveva sistemato delle recinzioni con new jersey in cemento e alte grate di metallo per evitare che si potesse accedere ai magazzini (in accordo con Comune e Prefettura).

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