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Cronaca

Vivisezione: il Comune di Trieste Dice no allo Stabulario Universitario, ma le Opere sono gia' Cominciate

Riceviamo dal "Comitato cittadini liberi per la difesa degli animali" e pubblichiamo:L’università di Trieste snobba le metodologie di ricerca di ultima generazione: i fondi MIUR e della regione FVG vanno alle obsolete ricerche su animali.(Il...

Riceviamo dal "Comitato cittadini liberi per la difesa degli animali" e pubblichiamo:
L'università di Trieste snobba le metodologie di ricerca di ultima generazione: i fondi MIUR e della regione FVG vanno alle obsolete ricerche su animali.
(Il Rettore rifiuta di incontrare i rappresentanti triestini degli 8000 cittadini firmatari contro la vivisezione)

Brutto risveglio per il "Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali".
Dormivano sonni tranquilli, dopo più di 8000 firme raccolte e la delibera del Comune di Trieste contro il rifacimento dello stabulario universitario di Trieste con soldi pubblici.
Invece le opere sono cominciate nel silenzio e si stanno imbiancando i muri della tortura con il denaro anche degli ottomila firmatari, trattandosi di fondi regionali e ministeriali.
In pratica si metterà a nuovo la stanza dove verrà praticata una ricerca obsoleta che per la legge 413 del 12 ottobre 1993 non dovrebbe nemmeno più essere contemplata negli atenei, lasciando il posto alle metodologie scientifiche aggiornate per i futuri ricercatori e medici.

I fondi pubblici per la "buona ricerca" che fine hanno fatto?

La legge regionale del 2010, voluta da Giorgio Romano Venier per favorire le metodologie sostitutive, aveva stanziato qualche fondo, molto esiguo a dire il vero.

Soldi restati comunque inutilizzati in attesa che fosse nominato un comitato etico regionale che ne disponesse.

Il Comitato etico regionale, costituito il 13 dicembre 2012, è nato con un congenito conflitto di interesse: nominato infatti nel Comitato Etico il responsabile dello stesso stabulario di Trieste, prof. Battaglini, ed il Preside di Veterinaria dell'Università di Udine, che il recente documento del Comitato Nazionale di Bioetica annovera tra le 16 facoltà fuori legge 413/93 e Dlgs 116/92 dove "si procede alla sperimentazione animale secondo le tradizionali modalità" (pagina 21 documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 18 dicembre 2009 e pagina 22).

Intanto il mondo scientifico internazionale mette a punto metodi tossicologici e di ricerca altamente raffinati e specializzati che relegano nel passato la medicina veterinaria applicata all'uomo. Il 92 % dei farmaci che superano i test su animali finiscono nel cestino, in compagnia di cure potenzialmente utili per le malattie umane. Infatti moltissimi medicinali salva-vita non avrebbero passato il vaglio della sperimentazione animale.

Il Comitato Nazionale di Bioetica conferma la inadeguatezza delle Università italiane rispetto al loro dovere di trovare e attivare le metodologie sostitutive, così come denunciato nel documento governativo del 18 dicembre 2009 a pagina 15: "In Italia ancora poco è stato fatto, nonostante che la legge stabilisca - come si è visto - l'attivazione di modalità di insegnamento che non prevedano attività o interventi di sperimentazione animale per il superamento dell'esame".

Il Rettore dell'Università, il giorno 7 marzo 2013, via mail, rifiutava di incontrare i rappresentanti dei cittadini firmatari contro la vivisezione in università chiedendo loro di spedire le firme per posta.

Il "Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali" non nasconde il proprio malcontento:
"Gesto antidemocratico quello di un Rettore che rifiuta il dialogo con i rappresentanti di 8000 cittadini. Ci convinca incontrandoci che l'ateneo di Trieste opera nel rispetto delle leggi e dell'innovazione".

Il "Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali" chiede a Michele Lobianco una dichiarazione ufficiale: "Da Consigliere Comunale firmatario della mozione, peraltro approvata dal Consiglio Comunale, non condivido l'atteggiamento del Rettore nel non voler ricevere i promotori di un'iniziativa etica di così elevata importanza che ha avuto la condivisione del Consiglio Comunale di Trieste".

Il Rettore Peroni all'inaugurazione del suo ultimo anno accademico pochi giorni fa al Verdi di Trieste così ha definito la missione della sua università : "[?] quella di educare ai valori di una società aperta, libera e democratica".

C'è ancora un mese e mezzo per dimostrare ai firmatari ed ai cittadini tutti che quei valori esistono davvero.

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